Nel percorso di trattamento è importante distinguere compliance e aderenza. La prima descrive un comportamento passivo, in cui il paziente si limita a seguire le prescrizioni, mentre la seconda implica partecipazione attiva e consapevole: il percorso di cura viene, infatti, condiviso, compreso e adattato ai bisogni e al contesto di vita della persona, secondo un modello centrato sul paziente.
Per garantire un’aderenza reale e duratura, è necessario considerare che si tratta di un fenomeno complesso e multidimensionale, influenzato da fattori individuali (motivazione, credenze, conoscenza della propria salute), socio-economici, organizzativi e legati alla terapia, come durata, complessità del regime o presenza di effetti collaterali.
L’infermiere promuove l’aderenza terapeutica attraverso educazione, comunicazione e monitoraggio costante. Informare chiaramente e verificare la comprensione del paziente, favorisce autonomia e consapevolezza, mentre un dialogo empatico rafforza fiducia e condivisione degli obiettivi di cura. Fondamentali sono anche il coinvolgimento della famiglia e l’uso di strumenti pratici (promemoria, soluzioni digitali) per sostenere il percorso terapeutico.
Tuttavia, ad oggi, permangono difficoltà dovute al tempo limitato, all’intensità del lavoro e alla frammentazione delle cure. Promuovere l’aderenza significa quindi non solo garantire la corretta somministrazione delle terapie, ma anche assicurare continuità e una presa in carico globale della persona.








