Come smettere di fumare, arriva il rimborso per la citisina

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In Italia il fumo causa oltre 90.000 morti l’anno. Smettere è difficile, spesso non solo per una questione di volontà, ma anche di accesso ai trattamenti. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la citisina è ora disponibile in farmacia come farmaco rimborsato dal Servizio sanitario nazionale per chi ha tra i 18 e i 65 anni e vuole intraprendere un percorso per smettere di fumare. Non è un rimedio dell’ultimo minuto: è una molecola con decenni di studi alle spalle, già inserita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) tra i farmaci essenziali nel 2025.

Cos’è la citisina e da dove viene

La citisina è il principio attivo del Recigar, farmaco prodotto dall’azienda polacca Adamed e commercializzato in Italia da Laboratorio Farmaceutico C.T. S.r.l. La molecola viene estratta dal Cytisus laburnum, il maggiociondolo, una pianta della famiglia delle Leguminose nota in fitoterapia da molto tempo.

Non è una novità assoluta sul piano scientifico: la citisina era già prescrivibile in Italia attraverso la preparazione galenica, ma ora fa un salto importante e diventa un farmaco registrato, rimborsabile e disponibile direttamente in farmacia. Le linee guida 2024 dell’Oms la includevano già tra i trattamenti raccomandati per la cessazione del fumo, e nel 2025 è entrata nell’elenco dei medicinali essenziali dell’organizzazione.

Come agisce sul cervello del fumatore

Per capire perché funziona, bisogna partire da come si sviluppa la dipendenza da tabacco. La nicotina agisce su specifici recettori cerebrali – i recettori nicotinici – innescando il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere e della ricompensa. Col tempo il cervello si abitua a quella stimolazione e, quando manca, risponde con irritabilità, ansia, insonnia, difficoltà di concentrazione.

La citisina si lega agli stessi recettori della nicotina, ma con un’azione diversa: da un lato riduce il desiderio di fumare e attenua i sintomi dell’astinenza, dall’altro diminuisce l’effetto gratificante della sigaretta. In pratica, se il paziente fuma durante il trattamento, il “piacere” percepito si riduce. Il meccanismo è simile a quello della vareniclina, altro farmaco usato per la cessazione del fumo, ma la citisina ha un profilo di costo-efficacia più favorevole.

Come si prende: lo schema dei 25 giorni

Il trattamento standard dura 25 giorni e prevede una riduzione progressiva della dose nel tempo. Lo schema è stato validato in numerosi studi clinici ed è tra i più utilizzati nei centri antifumo.

Un punto rilevante: la cessazione completa del fumo dovrebbe avvenire entro il quinto giorno dall’inizio della terapia. Non si tratta di ridurre gradualmente le sigarette per settimane; l’obiettivo è smettere del tutto all’inizio del percorso, mentre il farmaco sostiene il processo.

Gli effetti collaterali sono generalmente lievi e transitori. L’assenza di interazioni farmacologiche rilevanti la rende adatta anche a pazienti con patologie croniche o in terapia con più farmaci contemporaneamente. Una caratteristica non scontata, che amplia la platea di chi può utilizzarla.

Chi può prescriverla e chi ha diritto al rimborso

Il rimborso SSN è previsto per i soggetti adulti tra i 18 e i 65 anni. La prescrizione può arrivare dal medico di famiglia, ma anche da pneumologi, cardiologi, oncologi e dagli specialisti dei Servizi per le Dipendenze (SerD), figure che spesso hanno in cura pazienti per cui smettere di fumare è una priorità clinica concreta, non solo un consiglio generico.

«La citisina deve essere considerata un’opzione terapeutica di prima linea», sottolinea il dottor Fabio Beatrice, Primario Emerito dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e Direttore Scientifico del MOHRE, precisando che «considerando la trasversalità dei danni da fumo, il suo impiego deve avvenire attraverso la prescrizione dei medici di medicina generale, pneumologi, oncologi e cardiologi territoriali».

Perché il rimborso cambia le cose

Il fumo in Italia pesa in modo enorme sia sulla salute pubblica che sui conti del sistema sanitario. Oltre 90.000 decessi l’anno sono attribuibili al tabacco, mentre i costi complessivi, tra spesa sanitaria diretta e perdita di produttività, superano i 26 miliardi di euro annui.

Rendere rimborsabile un trattamento efficace abbassa una barriera reale: quella economica. Per molti pazienti, soprattutto i più fragili, quelli con patologie croniche o con reddito basso, il costo out-of-pocket di un farmaco può essere il motivo per non iniziare o abbandonare una terapia. Il rimborso SSN elimina quella variabile.

«La citisina, per la sua comprovata efficacia, profilo di sicurezza ed elevato rapporto costo/beneficio, rappresenta un farmaco particolarmente adatto ad essere integrato nei percorsi per il trattamento multidisciplinare del Disturbo da Uso di Tabacco», chiarisce il dottor Claudio Leonardi, Presidente della SIPAD, Società Italiana Patologie da Dipendenza.

Fonte Dica 33

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