Affrontare un percorso oncologico è una sfida enorme e “pensare al dopo”, vale a dire alla possibilità di diventare genitori, è un segno di grande speranza e forza.
Grazie ai progressi della medicina e soprattutto della biologia, l’oncofertility oggi offre prospettive concrete attraverso la crioconservazione degli spermatozoi nell’uomo e la vitrificazione degli ovociti o del tessuto ovarico nella donna.
Ecco un quadro dettagliato delle possibilità per uomini e donne
1. Prospettive per l’uomo: Crioconservazione del seme
Per gli uomini, la procedura è relativamente semplice e consolidata. Molti trattamenti (chemioterapia e radioterapia) possono danneggiare in modo temporaneo o permanente la produzione di spermatozoi.
* Come funziona: Si effettua la raccolta di uno o più campioni di liquido seminale prima dell’inizio delle cure.
* Efficacia: Gli spermatozoi tollerano molto bene il congelamento (vitrificazione). Anche dopo molti anni, mantengono intatta la loro capacità fecondante.
* Tecniche utilizzabili: Una volta superata la malattia, se la fertilità naturale non dovesse tornare, i gameti congelati possono essere usati per la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), in particolare tramite la ICSI (iniezione intracitoplasmatica di uno spermatozoo direttamente nell’ovocita).
2. Prospettive per la donna: Crioconservazione degli ovociti mediante vitrificazione
Per le donne la situazione è più complessa ma ha raggiunto tassi di successo molto alti negli ultimi anni.
* Come funziona: Previa stimolazione ormonale (se i tempi del tumore lo consentono), vengono prelevati gli ovociti e congelati tramite vitrificazione (un congelamento ultra-rapido che evita la formazione di cristalli di ghiaccio che danneggerebbero la cellula).
* Fattore età: La probabilità di successo dipende molto dall’età in cui avviene il prelievo. Più la donna è giovane, migliore è la qualità degli ovociti.
* Prospettive future: Se il trattamento oncologico causa un’esaurimento ovarico precoce (menopausa precoce), gli ovociti scongelati possono essere fecondati in vitro e l’embrione trasferito nell’utero della donna.
3. Altre opzioni e casi particolari
Oltre alla crioconservazione dei gameti (cellule singole), esistono altre strade:
* Criotubazione del tessuto ovarico: Indicata per bambine prepuberi o per donne che non possono attendere i tempi della stimolazione ormonale. Si preleva un frammento di ovaio che viene poi reimpiantato dopo la guarigione.
* Trasposizione ovarica: Se la paziente deve sottoporsi a radioterapia pelvica, le ovaie possono essere spostate chirurgicamente “più in alto” nell’addome per proteggerle dalle radiazioni.
Considerazioni Importanti
La sicurezza per il nascituro
Gli studi scientifici condotti finora sono rassicuranti: i bambini nati da gameti crioconservati di pazienti ex-oncologici non presentano un rischio maggiore di malformazioni o malattie rispetto ai bambini nati da concepimento naturale.
Il timing è fondamentale
È cruciale che la discussione sulla fertilità avvenga immediatamente dopo la diagnosi, prima dell’inizio di qualsiasi terapia. Una volta iniziato il trattamento, la qualità dei gameti potrebbe essere già compromessa.
Il supporto psicologico
Il percorso della oncofertilità aggiunge un carico emotivo a una situazione già difficile. È fondamentale farsi seguire da centri specializzati che offrano un approccio multidisciplinare (oncologo, ginecologo/urologo esperto in riproduzione e psicologo).








