Riscaldamento globale e fertilità maschile facciamo il punto

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Il legame tra riscaldamento globale e fertilità maschile è un tema di crescente allarme per la comunità scientifica. Gli studi più recenti evidenziano infatti come l’aumento delle temperature medie e la frequenza delle ondate di calore stiano influenzando negativamente la capacità riproduttiva maschile.

Ecco i punti chiave per comprendere questo fenomeno:

1. Il “punto debole”: la temperatura scrotale

Per produrre spermatozoi sani (processo chiamato spermatogenesi), i testicoli devono trovarsi a una temperatura di 2-4°C inferiore a quella addominale e corporea.

* Perché sono esterni? Lo scroto funge da “radiatore naturale”.

* L’effetto del clima: Quando la temperatura ambientale supera i 32/33°C per periodi prolungati, il sistema di raffreddamento naturale fatica a compensare. Un aumento di solo 1°C della temperatura ambientale può alzare la temperatura scrotale di circa 0,1°C, influenzando la qualità del seme.

2. Come il calore danneggia lo sperma

L’esposizione al calore estremo (stress termico) agisce su più livelli:

* Riduzione del numero: Cala la produzione totale di spermatozoi (oligozoospermia).

* Minore mobilità: Gli spermatozoi diventano “pigri” e faticano a raggiungere l’ovulo.

* Frammentazione del DNA: Il calore causa stress ossidativo, che danneggia l’integrità genetica degli spermatozoi, aumentando il rischio di infertilità o aborti spontanei.

* Effetti epigenetici: Studi recenti suggeriscono che lo stress termico possa alterare piccoli frammenti di RNA nello sperma, influenzando potenzialmente lo sviluppo dell’embrione e la salute della prole.

3. Fattori aggravanti legati al cambiamento climatico

Il riscaldamento globale non agisce da solo, ma amplifica altri rischi ambientali:

* Inquinamento atmosferico: Le polveri sottili (PM10, PM2.5) agiscono come interferenti endocrini, alterando il testosterone.

* Ondate di calore: Studi indicano che dopo estati torride si registra un calo delle nascite nei 9 mesi successivi.

* Microplastiche: La loro diffusione nell’ambiente (accentuata dal degrado climatico) è stata collegata a danni ai tessuti testicolari.

4. È un processo reversibile?

La buona notizia è che la produzione di spermatozoi si rinnova circa ogni 72-90 giorni. Se l’esposizione al calore è temporanea (ad esempio una singola ondata di calore o l’uso eccessivo di saune), la qualità del seme tende a tornare ai livelli normali una volta ripristinate le condizioni ottimali. Tuttavia, il rischio reale è l’esposizione cronica dovuta a climi stabilmente più caldi.

5. Consigli pratici per la protezione

Per contrastare l’effetto del calore ambientale sulla fertilità, gli esperti consigliano:

* Abbigliamento: Preferire biancheria intima larga (boxer) e tessuti naturali come il cotone.

* Stile di vita: Evitare di tenere il computer portatile sulle gambe e ridurre il tempo passato in ambienti surriscaldati.

* Idratazione: Mantenere il corpo idratato per favorire la termoregolazione generale

Prof Lamberto Coppola
• Laureato in Medicina e Chirurgia nell’Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1977; • Specializzato in Ginecologia ed Ostetricia nell’ Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1981; • Specializzato in Andrologia nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode nel 1985; • Perfezionato in Sessuologia Clinica nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode; • Master in Endoscopia Ginecologica Avanzata – Università di Bari; • Master in Fisiopatologia della Riproduzione Umana e Tecniche di Fecondazione Assistita presso il Dipartimento Materno Infantile dell’Università di Palermo; • Primario Idoneo di Ostetricia e Ginecologia con il massimo dei voti nel 1987; • Diplomato in “Ipnologia Clinica” presso l’Istituto “Franco Granone” di Torino • Professore di Fisiopatologia della Riproduzione Umana presso la Scuola di Specializzazione in Andrologia dell’Università di Pisa dal 1987 al 2004 e Professore di Biochimica sistematica Umana presso l’Università della Calabria dal 1999 al 2001; • Attualmente è Tutor Aziendale per le Tesi di Laurea e Docente nei Seminari Integrativi di semiologia nella Facoltà di Scienze, Corso di Laurea in Biologia, Università del Salento; • Pioniere della Procreazione Medicalmente Assistita in Italia, nel 1984 fonda in Puglia la prima Banca del Seme Italiana con autorizzazione specifica conservazione dei gameti maschili e fecondazione artificiale; • Attualmente è Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed di Nardò e Gallipoli e Casa di Cura “Fabia Mater” di Roma dove viene praticata diagnostica all’avanguardia e ricerca scientifica nel campo delle patologie di coppia e le più moderne tecniche di procreazione assistita. • Fondatore e componente del C.E.C.O.S. ITALIA (Centri per la Conservazione degli Ovociti e Spermatozoi); • Fondatore e Consigliere Nazionale della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.); • Coordinatore del gruppo d’interesse di Medicina di Coppia della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R); • Delegato Regionale dell’Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri (AGEO) e della Società Italiana di Fitoterapia ed Integratori in Ostetricia e Ginecologia (SIFIOG); • Autore di 196 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali; • Relatore, moderatore e discussant nei principali convegni scientifici nazionali ed internazionali della disciplina che esercita.

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