L’effetto afrodisiaco del peperoncino, tra biologia e suggestione

- Adv -

Il peperoncino (Capsicum annuum) appartiene alla famiglia delle Solanaceae come il peperone e ne esistono di vari tipi e colori: piccanti, dolci, ornamentali. 

La verità sull’effetto afrodisiaco del peperoncino si trova a metà strada tra la biologia e la suggestione. Sebbene non esista una “pillola magica” nel piatto, la scienza conferma che il peperoncino attiva processi fisici che imitano o favoriscono l’eccitazione.

Ecco i tre pilastri che spiegano il legame tra piccante e desiderio:

1. La chimica del piacere (Capsaicina)

La capsaicina, il composto che rende il peperoncino piccante, inganna il cervello facendogli credere che il corpo stia provando dolore da calore. In risposta, il cervello rilascia endorfine e dopamina, sostanze chimiche associate al benessere e alla felicità. Questo “rush” euforico può predisporre positivamente all’intimità.

2. L’effetto “Simil-Eros”

Il consumo di peperoncino provoca reazioni fisiche quasi identiche a quelle dell’eccitazione sessuale:

* Vasodilatazione: Il sangue scorre più velocemente verso la periferia del corpo.

* Aumento della frequenza cardiaca: Il cuore batte più forte.

* Sudorazione e calore: La temperatura corporea sale.

Questi segnali fisici possono essere interpretati dal cervello come uno stato di eccitazione, un fenomeno psicologico noto come attribuzione errata dell’attivazione.

3. Circolazione e Nutrienti

Da un punto di vista puramente fisiologico, il peperoncino è un potente vasodilatatore. Migliorando l’elasticità dei vasi sanguigni, favorisce l’afflusso di sangue a tutti gli organi, compresi quelli genitali (particolarmente rilevante per la funzione erettile). Inoltre, è ricchissimo di Vitamina E, storicamente definita la “vitamina della fecondità”.

Il peperoncino non è un afrodisiaco nel senso che crea desiderio dal nulla, ma è un eccellente facilitatore: migliora la circolazione, solleva l’umore e“accende” il corpo.

4. Miglioramento del metabolismo e microbiota

Negli studi sinora condotti, la capsaicina, utilizzata a dosaggi elevati, ha dimostrato effetti benefici sulla riduzione della iperglicemia, la riduzione dell’insulino-resistenza, la riduzione delle molecole proinfiammatorie; sembra inoltre avere un effetto anti-obesità (sostiene la combustione dei grassi per trasformarli in energia) e secondo gli studi più recenti sembra selezionare un microbiota intestinale particolare. Tutte proprietà da confermare con ulteriori studi clinici più ampi, in particolare in individui caucasici europei.

Attenzione però agli effetti collaterali descritti nella seguente tabella e ricordiamoci sempre che il suo utilizzo moderato può avere effetti positivi, ma che il “Troppo stroppia”, per cui “Est modus in rebus”.

Tabella sugli effetti collaterali del peperoncino

Prof Lamberto Coppola
• Laureato in Medicina e Chirurgia nell’Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1977; • Specializzato in Ginecologia ed Ostetricia nell’ Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1981; • Specializzato in Andrologia nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode nel 1985; • Perfezionato in Sessuologia Clinica nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode; • Master in Endoscopia Ginecologica Avanzata – Università di Bari; • Master in Fisiopatologia della Riproduzione Umana e Tecniche di Fecondazione Assistita presso il Dipartimento Materno Infantile dell’Università di Palermo; • Primario Idoneo di Ostetricia e Ginecologia con il massimo dei voti nel 1987; • Diplomato in “Ipnologia Clinica” presso l’Istituto “Franco Granone” di Torino • Professore di Fisiopatologia della Riproduzione Umana presso la Scuola di Specializzazione in Andrologia dell’Università di Pisa dal 1987 al 2004 e Professore di Biochimica sistematica Umana presso l’Università della Calabria dal 1999 al 2001; • Attualmente è Tutor Aziendale per le Tesi di Laurea e Docente nei Seminari Integrativi di semiologia nella Facoltà di Scienze, Corso di Laurea in Biologia, Università del Salento; • Pioniere della Procreazione Medicalmente Assistita in Italia, nel 1984 fonda in Puglia la prima Banca del Seme Italiana con autorizzazione specifica conservazione dei gameti maschili e fecondazione artificiale; • Attualmente è Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed di Nardò e Gallipoli e Casa di Cura “Fabia Mater” di Roma dove viene praticata diagnostica all’avanguardia e ricerca scientifica nel campo delle patologie di coppia e le più moderne tecniche di procreazione assistita. • Fondatore e componente del C.E.C.O.S. ITALIA (Centri per la Conservazione degli Ovociti e Spermatozoi); • Fondatore e Consigliere Nazionale della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.); • Coordinatore del gruppo d’interesse di Medicina di Coppia della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R); • Delegato Regionale dell’Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri (AGEO) e della Società Italiana di Fitoterapia ed Integratori in Ostetricia e Ginecologia (SIFIOG); • Autore di 196 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali; • Relatore, moderatore e discussant nei principali convegni scientifici nazionali ed internazionali della disciplina che esercita.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui