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Si può morire di crepacuore o in seguito al cuore cosiddetto”infranto ” per amore?
Quante volte in seguito a una forte trauma amoroso al alto impatto emotivo aumenta il livello dell’ormone cortisolo, compromettendo tutte le funzioni degli organi del nostro organismo.
Un forte trauma innesca nel nostro organismo una serie di infiammazioni che vanno a compromettere tutti gli organi compreso il cuore, causando la cosiddetta sindrome di Takotsubo.
Un forte trauma emotivo se non gestito correttamente potrebbe mettere a repentaglio la nostra vita, arrestando il cuore e causando svenimenti involontari.
DEFINIZIONE DI SINDROME DI TAKOTSUBO
Per sindrome di Takotsubo, detta anche cardiomiopatia da stress, si intende una particolare cardiomiopatia non ischemica temporanea che può originare in seguito all’esposizione del paziente a una situazione stressante o emotiva molto intensa.(Pubblicato il 21.12.20 di Giacomo Sebastiano Canova))
La sindrome di Takotsubo, detta anche sindrome del cuore infranto o cardiomiopatia da stress, consiste in una sofferenza cardiaca temporanea che può riprodurre tutti i sintomi tipici dell’infarto e che scaturisce da una situazione stressante o emotiva molto importante vissuta dal paziente.
Con il termine “tako-tsubo syndrome” si definisce una sindrome caratterizzata da un quadro clinico ed elettrocardiografico simile ad un infarto miocardico/sindrome coronarica acuta, accompagnato da un peculiare tipo di disfunzione acuta e reversibile del ventricolo sinistro (a-discinesia dei segmenti medio-apicali con ipercontrattilità di quelli basali), modico rialzo di troponina ed enzimi indicativi di danno miocardico, e coronarie epicardiche angiograficamente normali. Tale sindrome, caratteristicamente indotta da uno stress emotivo e/o fisico, è più frequente in donne in età post-menopausale, in genere con pochi fattori di rischio classici per cardiopatia ischemica.
La cardiomiopatia takotsubo è una sindrome caratterizzata da disfunzione sistolica regionale acuta del ventricolo sinistro, frequentemente correlata a stress psicofisico acuto, e generalmente reversibile. Essa prende il nome dal fatto che le alterazioni cinetiche coinvolgono preferenzialmente l’apice del ventricolo sinistro che, in concomitanza con l’ipercinesia dei segmenti basali dello stesso, assume una forma simile a quella di un cestello, il takotsubo, usato dai pescatori giapponesi per la cattura dei polpi; la forma a pallone dell’apice cardiaco fa sì che venga usato come sinonimo di questa malattia anche il termine left ventricular apical ballooning.
La cardimiopatia takotsubo è una sindrome non frequente. Le sue prime, sporadiche descrizioni in letteratura risalgono ai primi anni ’900, nella popolazione giapponese; Tsuchihashi et al.8 pubblicano nel 2001 la prima, e ancora attualmente più numerosa, casistica multicentrica, retrospettiva riguardante 88 soggetti giapponesi. La descrizione di questa sindrome nella popolazione dell’Estremo Oriente aveva fatto inizialmente presumere un’importanza eziopatogenetica di eventuali fattori razziali e/o geografici. In realtà, nel 2003 compare la descrizione di due piccole casistiche nella popolazione americana ed europea, mentre nel 2004 Morandi et al.15 e Sganzerla et al. descrivono i primi due casi riconosciuti in Italia. (La cardiomiopatia takotsubo: documento di consenso Salvatore Novo, Yoshihiro Akashi, Eloisa Arbustini, Pasquale Assennato, Salvatore Azzarelli, Giuseppe Barbaro, Giovanni Fazio, Francesco Fedele, Massimo Giordan, Pietro Mazzarotto, Maria Grazia Modena, Giuseppina Novo, Guido Parodi, Mario Previtali, Claudio Rapezzi, Francesca Sconci, Paolo Sganzerla, Francesco Tona, Jorge A. Salerno-Uriart )
La sintomatologia d’esordio è rappresentata, nella maggior parte dei casi, da dolore toracico a riposo (33- 71% dei casi), anche se la dispnea e la profonda astenia non sono infrequenti come manifestazioni iniziali della sindrome takotsubo. In rari casi la sincope può essere la prima ed unica manifestazione della sindrome. Come già accennato, la presentazione clinica non è facilmente differenziabile da quella di una sindrome coronarica acuta. Nel 5% dei casi l’esordio avviene con il quadro dello shock cardiogeno.
Presentazione clinica
Il quadro più frequente (3-7) è quello di un paziente (di sesso femminile in circa il 90% dei casi), che accede al Pronto Soccorso o al Dipartimento di Emergenza per un dolore retrosternale simil-anginoso di lunga durata (>20 minuti) spesso associato a dispnea; non mancano però casi con presentazione o evoluzione drammatiche, come shock cardiogeno o fibrillazione ventricolare (rispettivamente nel 4.2 e 1.5% dei casi) (6). In anamnesi è presente un recente evento stressante (accaduto nella medesima giornata o poche ore prima), di tipo emotivo (27% dei casi: morte di una persona cara, contrasti in famiglia, perdite finanziarie o al gioco) o fisico (38%: intenso stress lavorativo, incidente d’auto, percosse, esami endoscopici, esacerbazione di malattie sistemiche con eventuale intubazione oro-tracheale e ventilazione assistita etc.). Tuttavia in circa il 35% dei pazienti non è stato possibile identificare un evento stressante responsabile dei sintomi (forse anche per imperfetta raccolta dell’anamnesi)
(LA SINDROME DI TAKO-TSUBO: COME RICONOSCERLA, COME TRATTARLA Marco M. Patella, Rodolfo Citro, Rosalia Lo Piccolo , Filippo Gatto Giovanni Gregorio
ASL SA3 Vallo della Lucania Dipartimento Cardiovascolare U.O. UTIC-Cardiologia, Ospedale. S. Luca, Vallo della Lucania)
CONCLUSIONI
Lasindrome di Takotsubo è una condizione la cui diagnosi richiede diverse indagini, molte delle quali volte ad escludere un infarto miocardico o di altre patologie quali miocardite, pericardite,dissezione aortica, miocardiopatia secondaria a emorragia subaracnoidea, attacco di panico o angina pectoris.
Nonostante ciò, alcuni studi provenienti dagli Stati Uniti e dal Giappone hanno stimato come circa il 2% dei pazienti che afferiscono ad una sala di emodinamica per un sospetto infarto miocardico acuto avessero in realtà una sindrome di Takotsubo.
Tuttavia, prima di sottoporre il paziente ad esami che possono essere anche molto invasivi e non liberi da complicanze, è fondamentale che il personale sanitario valuti con accuratezza la storia clinica del paziente e conduca un approfondito esame obiettivo, soprattutto definendo con chiarezza le caratteristiche del dolore e la sua associazione con un evento potenzialmente stressante.
(Bill V, El-Battrawy I, Schramm K, et al. Coincidental coronary artery disease impairs outcome in patients with takotsubo cardiomyopathy. QJM. 2017 Aug 1;110:483-488)









