Il termine funzioni esecutive si riferisce a una serie di processi mentali complessi, che ci permettono di sovrastare i processi di pensiero e i comportamenti automatici. In letteratura, è condivisa l’idea che esista una gerarchia di queste funzioni: ci sono funzioni esecutive di base e funzioni esecutive di livello superiore.
Le funzioni esecutive di base comprendono il controllo inibitorio dei pensieri, delle emozioni e dei comportamenti; la capacità di tenere in mente delle informazioni e di elaborarle (memoria di lavoro) e la capacità di passare da un compito – o da un pensiero – a un altro (flessibilità cognitiva).
Le funzioni esecutive di livello superiore nascono dall’integrazione delle funzioni esecutive di base. Ad esempio, la risoluzione di problemi, la pianificazione e il ragionamento in generale sono funzioni esecutive di livello superiore.
I correlati neuroanatomici delle funzioni esecutive si trovano principalmente a livello della corteccia prefrontale, la zona del cervello umano che si sviluppa per ultima. Per questo accade spesso che i bambini più piccoli abbiano maggiori difficoltà nel mettere in atto questi comportamenti complessi. Inoltre, la corteccia prefrontale ha connessioni con tutto il resto del cervello, influenzando emozioni e cognizione. Questo è un fattore chiave nella manifestazione di sintomi tipici di diversi disturbi mentali.
Diversi studi hanno evidenziato come le funzioni esecutive siano essenziali per la salute fisica e mentale della persona. Ad esempio, funzioni esecutive ridotte sono associate a obesità, abuso di sostanze, difficoltà relazionali, scarsa produttività, problemi sociali. Al contrario, funzioni esecutive efficienti sono associate a una migliore qualità della vita in generale, maggior successo scolastico e lavorativo.
In sintesi, le funzioni esecutive sono ciò che ci rende capaci di gestire la complessità della vita. Mantenerle efficienti è la chiave per una vita più sana e soddisfacente.








