NUOVE PROSPETTIVE NELLA LOTTA CONTRO LE MALATTIE INFETTIVE

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E’ indubbio che l’uso dei vaccini a m-RNA ha rivoluzionato le prospettive nella lotta contro le malattie infettive ed anche contro diverse tipologie di tumori, stimolando in maniera molto più efficace la risposta immunitaria autologa contro l’aggressione di virus, batteri, funghi, parassiti e cellule tumorali.

Come ho già precisato più volte, è una strada promettente e sicuramente meno dannosa rispetto all’utilizzo di farmaci che possono avere effetti collaterali più estesi e più gravi e che indubbiamente hanno un target meno mirato.

La risposta immunitaria causata dal vaccino, ed in modo particolare dai vaccini a m-RNA, ha il vantaggio di essere assolutamente specifica e “mirata” nei confronti dell’aggressore.

Ovviamente, poiché ogni organismo ha una sua configurazione immunitaria più o meno efficace (e questo dipende dall’assetto genetico, fenotipico, dall’età, dalla costituzione, etc), anche la risposta al vaccino sarà più o meno efficace come abbiamo potuto constatare contro il Covid19.

Uno dei campi più promettenti della ricerca, riguarda l’uso terapeutico delle cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptot-T): si tratta di linfociti T estratti dal pazienti malati (autologhe) o da altri pazienti sani (allogeniche), ingegnerizzati per produrre recettori in grado di identificare una specifica proteina, distruggendo così la cellula malata; allo stato attuale le CAR-T sono state utilizzate con successo in alcuni tumori linfoblastici del sangue e in alcune malattie autoimmuni (Lupus Eritematoso Sistemico, LES) con ottimi risultati e probabilmente potranno essere utilizzati anche nella lotta contro cellule infette da virus e batteri che esprimano sulla loro superficie una specifica proteina.

L’altro capitolo della lotta mirata e specifica contro le malattie infettive, riguarda l’uso delle nano-particelle.

Considerando che l’antibiotico-resistenza rappresenta e rappresenterà sempre di più, in futuro, un ostacolo all’uso di antibiotici efficaci, l’uso di nanoparticelle potrebbe rappresentare un’ importante arma di difesa perché potrebbe veicolare direttamente l’antibiotico all’interno delle cellule infette (pensate che una nanoparticella risulta essere 1000 volte più piccola di una cellula umana), riducendone quindi il dosaggio (meno effetti collaterali) e aumentandone la concentrazione endocellulare (https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0169409X21003896?via%3Dihub ).

Uno dei meccanismi poi di lesione diretta sul microorganismo aggressore, riguarda il superamento del “biofilm”, una matrice polisaccaridica creata dai batteri per eludere le difese dell’organismo ed impedire l’azione dell’antibiotico.

La capacità delle nanoparticelle di penetrare attraverso i pori del biofilm, consente di aumentare notevolmente la capacità dell’antibiotico, così come l’utilizzo di nanoparticelle ingegnerizzate che potrebbero legarsi in maniera specifica alle tossine batteriche, neutralizzandone l’attività lesiva.

Per ultimo, poiché spesso la risposta infiammatoria dell’ospite risulta essere più dannosa verso l’organismo rispetto alla lesività del microrganismo stesso, l’uso di nanoparticelle che abbiano come target le cellule del nostro sistema immunitario, consentirebbe di modulare e dosare la nostra risposta infiammatoria all’aggressione, senza dare vantaggi al patogeno (pensate alla famosa cascata citochinica infiammatoria a seguito dell’infezione da Sars-Cov2).

Già l’uso di veicoli nano particellari, come i liposomi, ha trovato concreta applicazione in antibiotici come l’amfotericina B, contro infezioni fungine sistemiche gravi o l’amikacina contro la polmonite da Mycobacterium Avium Complex (MAC).

Ci vorranno ancora anni di sperimentazioni per evitare effetti collaterali legati alle CAR-T o ampliare ed aumentare l’efficacia legata alle nano particelle terapeutiche, ma in entrambi i casi si tratta di strade molto promettenti.

Prof. Enrico Bernini Carri
Laureato presso l’Università degli Studi di Firenze a pieni voti ha conseguito successivamente la Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali presso l’Università degli Studi di Modena ed è Medico Competente in Medicina del Lavoro. Già Ufficiale medico dell’Esercito Italiano ha prestato servizio come Direttore Sanitario e Comandante dei Corsi di Medicina (Preside di Facoltà) presso l’Accademia Militare di Modena e Centro Selezione dell'Esercito in Bologna, partecipando a diverse missioni estere come “Esperto di Pandemie della NATO”. Attualmente riveste il grado di Generale medico della Riserva. Già Presidente del Centro Europeo della Medicina delle Catastrofi (CEMEC) presso il Consiglio d’Europa, ha fondato ed è Presidente della Associazione Scientifica/Fondazione Scuola Internazionale Medica di Emergenze e Disastri MEDIS. E’ Professore a.c. presso l’Università degli Studi di Modena-Reggio Emilia di Medicina delle Emergenze e Catastrofi (Sc. Spec. di Igiene e Sc. Spec. Di Medicina di Emergenza-Urgenza) e Medico Responsabile Dipartimento della Difesa Civile /Vigili del Fuoco di Modena. E’ Direttore di Redazione della Rivista Scientifica on-line “L’ICOSAEDRO”

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