I VACCINI M-RNA ANTI TUMORALI

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Uno dei cavalli di battaglia dei novax è sempre stato il termine “terapia genica sperimentale” quando si parlava del vaccino a m-RNA anti-covid e a tale vaccino era addirittura stato accusato di integrarsi e modificare il DNA cellulare in maniera permanente o di innescare forme tumorali accelerate (il famoso turbo-cancro).

Ora, dalle preoccupazioni di un vaccino che, per la prima volta era stato sperimentato su una malattia virale, in breve tempo, a causa dell’insorgenza di una pandemia che si presentava devastante e dalle preoccupazioni che potesse causare una accelerazione nella progressione dei tumori, si è passati alla fase (già in corso di sperimentazione avanzata) di utilizzo della metodica m-RNA per combattere il cancro (oggi contro il melanoma, seno, cervice e testa dell’utero) (https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(23)02268-7/abstract ) .

Ma allora la domanda sorge spontanea: se questa tecnologia a m-RNA è così pericolosa da causare il cancro, come mai la stessa terapia sembra così promettente per contrastare il cancro stesso?

Tutto nasce dal meccanismo di azione del RNA-messaggero che si chiama così perchè veicola all’interno della cellula target le informazioni per produrre delle proteine, senza in alcun modo interferire col DNA cellulare.

In questo caso la tecnologia a m-RNA può essere usata con due metodologie: una come vaccino preventivo (analogamente al vaccino anti-Covid) per la formazione ex-novo di tumori, stimolando una risposta immunitaria verso le cellule tumorali che possiedono proteine o mutazioni uniche che possono essere contrastate dalle difese, ma che posso anche sviluppare meccanismi di immunoevasione, l’altra come vaccino terapeutico, cioè in grado di contrastare la crescita delle cellule cancerose agendo come stimolanti la produzione di soppressori tumorali.

In questo secondo caso, il vaccino terapeutico può essere progettato in maniera specifica sulla base degli antigeni tumorali espressi dalle cellule cancerose (antigeni associati al tumore TAA, con bassa specificità e debole immunogenicità e antigeni tumore-specifici TSA con elevata specificità ed immunogenicità), innescando così una robusta risposta da parte delle cellule linfocitarie T o B.

Tralascio i dettagli riguardanti il ruolo delle cellule dendritiche nella cattura e nel processare gli antigeni tumorali ai linfociti T, ma l’approccio con la terapia a m-RNA può essere di grande ausilio per la progettazione di vaccini terapeutici tramite il prelievo dell’RNA tumorale evitando una risposta più generica ed aspecifica (TAA) e stimolando una risposta specifica più efficace da parte dei linfociti T.

In sintesi la metodologia a m-RNA si presenta promettente sia nel confezionamento di vaccini preventivi veri e propri (già si sta pensando all’Influenza), sia nella terapia oncologica che diventa sempre più mirata e specifica ma che comporta ancora l’utilizzo di chemioterapici pesanti e non privi di effetti collaterali importanti.

Lo stimolo della risposta immunitaria endogena è la vera futura risposta all’aggressività di agenti esterni infettivi e alla genesi dei tumori, con buona pace di chi in maniera improvvida (e definirei ignorante) ancora vede solo un pericolo in questo nuovo approccio terapeutico.

Prof. Enrico Bernini Carri
Laureato presso l’Università degli Studi di Firenze a pieni voti ha conseguito successivamente la Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali presso l’Università degli Studi di Modena ed è Medico Competente in Medicina del Lavoro. Già Ufficiale medico dell’Esercito Italiano ha prestato servizio come Direttore Sanitario e Comandante dei Corsi di Medicina (Preside di Facoltà) presso l’Accademia Militare di Modena e Centro Selezione dell'Esercito in Bologna, partecipando a diverse missioni estere come “Esperto di Pandemie della NATO”. Attualmente riveste il grado di Generale medico della Riserva. Già Presidente del Centro Europeo della Medicina delle Catastrofi (CEMEC) presso il Consiglio d’Europa, ha fondato ed è Presidente della Associazione Scientifica/Fondazione Scuola Internazionale Medica di Emergenze e Disastri MEDIS. E’ Professore a.c. presso l’Università degli Studi di Modena-Reggio Emilia di Medicina delle Emergenze e Catastrofi (Sc. Spec. di Igiene e Sc. Spec. Di Medicina di Emergenza-Urgenza) e Medico Responsabile Dipartimento della Difesa Civile /Vigili del Fuoco di Modena. E’ Direttore di Redazione della Rivista Scientifica on-line “L’ICOSAEDRO”

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