Botox e eiaculazion* precoce: due studi, due verità

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Quando si parla di tossina botulinica, la mente corre subito al mondo estetico. Ma negli ultimi anni questo farmaco è stato studiato anche per un problema molto diverso: l’eiaculazione precoce. Alcuni ricercatori hanno provato a iniettare piccole dosi di botox nel muscolo bulbospongioso, coinvolto nel meccanismo dell’eiaculazione, per vedere se il rilassamento muscolare potesse allungare i tempi.

E qui viene il curioso: due studi recenti, stesso trattamento, hanno portato a risultati opposti. Nel primo, condotto da Shaher e colleghi, i pazienti hanno avuto miglioramenti evidenti. I tempi si sono allungati e la sensazione di controllo era maggiore. In questo caso la tossina era stata distribuita in modo più ampio, con iniezioni guidate da ecografia, così da agire in maniera uniforme sul muscolo.

Nel secondo studio, guidato da Almekaty, i benefici non si sono visti. Gli uomini coinvolti partivano da una situazione più severa, con tempi molto ridotti e poco controllo, e la tecnica di iniezione era più localizzata. Forse proprio per questo il botox non è riuscito a incidere davvero sul problema.

La differenza tra i due risultati sta probabilmente qui: da un lato pazienti meno gravi e una tecnica più accurata, dall’altro casi complessi e un metodo meno diffuso nel muscolo. Una combinazione che spiega perché, con la stessa terapia, l’esito possa cambiare così tanto.

Cosa possiamo concludere? Che il botox non è una bacchetta magica, ma potrebbe aiutare almeno una parte degli uomini con eiaculazione precoce, soprattutto quelli con forme più lievi. Servono però studi più grandi, regole comuni sulla tecnica di iniezione e un’idea chiara su quali pazienti possono trarne davvero beneficio. Solo così si capirà se questa strada ha un futuro.

Prof. Andrea Militello, Urologo/Andrologo
Premiato quale miglior andrologo d'Italia ai Top doctors Award 2022. Laurea in “Medicina e Chirurgia" conseguita nel luglio 1991 con votazione di 110/110 e lode presso l’Universita’ degli Studi di Roma “La Sapienza”, discutendo la tesi sperimentale: ”Chemioterapia endocavitaria con epidoxorubicina e interferone per via sistemica nella profilassi dei tumori superficiali della vescica”. Nel novembre 1996 ha conseguito la specializzazione in Urologia con votazione di 70/70 e lode presso il Dipartimento di Urologia “U. Bracci” del Policlinico “Umberto I” di Roma discutendo la tesi sperimentale: ”L’ecografia trans rettale, il PSA ed il PSAD. Tre metodiche a confronto nella diagnostica del carcinoma della prostata”. Nel 2014 conseguimento di Master di II livello in Andrologia ,implantologia e chirurgia protesica. Nel 2016 conseguimento Master di secondo livello in Seminologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana. Dal 2018 revisore delle riviste scientifiche Central European Journal of Urology , Hormone and Metabolic Research Journal. Dal 2018 libero docente presso l’Università Federiciana di Cosenza. Nel 2014 vincitore del Doctoralia Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia , nel 2018 Vincitore del Mio Dottore Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia.

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