Lo scorso 25 agosto 2025 a Melpignano, ridente paese della “Gricia Salentina”, si è svolta la consueta “Notte della Taranta”, evento che tutti gli anni coinvolge migliaia di persone provenienti da ogni parte del globo per lasciarsi andare ai ritmi del nostro tradizionale ballo popolare. La pizzica nella sua storia antropologica è legata al fenomeno del tarantolismo con il suo effetto ipnotico collettivo ed ha sicuramente una profonda connessione con la sessualità, spesso intesa come liberazione dalla repressione e dal disagio. Come medico della coppia ed ipnologo clinico ritengo che questa marea di gente giunga nel Salento proprio per curare spirito e corpo ormai repressi dalla routine, consuetudine e quotidianità della vita moderna, liberando così, grazie all’ipnotica e ritmata musica, tutte le endorfine ipotalamiche e l’ossitocina. Questo legame si manifesta in vari aspetti della danza e del rituale. Ho avuto la fortuna di apprendere tutto ciò tempo fa direttamente dal compianto Maestro Luigi Stifani (1914 – 2000), mio vicino di casa nel centro storico di Nardò (Lecce) e di approfondire il fenomeno molto tempo dopo durante i miei sudi presso l’Istituto di Ipnologia Clinica e Sperimentale “Franco Granone” (CIICS) di Torino.
Lo Stifani, barbiere e musicista, era il più noto esponente del tarantolismo salentino che, con il suo “violino terapeutico”, ha esorcizzato e curato tantissime tarantolate.
Fig.2 Esorcismo di tarantata ieri (anni 50). Luigi Stifani primo a sinistra della foto

Maestro Luigi Stifani primo a sinistra della foto e tarantata (anni 50)
Già alla fine del ‘900 lo stesso Stifani sosteneva la scomparsa del vero tarantolismo tradizionale, perché a suo dire ormai si sono estinte proprio le tarante (o tarantole) a causa dell’uso indiscriminato dei diserbanti.
Fig.4 Taranta salentina (insetto ormai ritenuto estinto)
Oggi, mancando ormai gli insetti che iniettavano il veleno eccitante con il loro morso, è tutta una simulazione che ha comunque il suo fascino grazie all’effetto terapeutico della musica di Santu Paulu. Infatti un tempo il 29 giugno, durante la fiera contadina di San Pietro e Paolo, gran parte delle tarantolate salentine si davano appuntamento nella piazza di Galatina dove venivano esorcizzate dai violinisti e tamburellisti diretti appunto dal mio compianto amico Maestro Stifani. Ricordiamo che il 29 giugno coincideva appunto con la fine della mietitura del grano ed era proprio durante questa procedura agricola che le donne (solo raramente gli uomini) dell’epoca venivano morse dalle ormai estinte tarante.
Il tarantolismo come metafora della repressione sessuale
Il tarantismo era un fenomeno diffuso nel Salento, principalmente tra le donne contadine, che si manifestava con crisi di delirio e isteria, attribuite al morso di un ragno mitologico, la “taranta”. L’antropologo Ernesto De Martino, nel suo studio “La terra del rimorso,” ha analizzato il tarantismo non solo come un morso reale, ma anche come un fenomeno simbolico. Secondo De Martino, le crisi erano spesso scatenate da eventi traumatici o da una forte repressione sessuale tipica della società contadina del passato. La danza della pizzica diventava il mezzo attraverso cui le “tarantate” potevano sfogare e risolvere il loro malessere. I movimenti frenetici, a volte violenti e incontrollati, simulavano un amplesso coatto o una lotta con l’animale immaginario. Questo ballo liberatorio permetteva di esprimere pulsioni e tensioni che altrimenti non avrebbero avuto modo di manifestarsi, trasformando la crisi in un rituale di guarigione.
Simbolismo nella danza di corteggiamento
Oltre al tarantismo, la pizzica oggi ha una forma più ludica e conviviale, la “pizzica pizzica,” che è una danza di corteggiamento. In questo contesto, il rapporto con la sessualità è più esplicito e si esprime attraverso gesti e movimenti simbolici:
* Il Corteggiamento: Il ballo in coppia, che non prevede il contatto fisico, rappresenta un vero e proprio duello d’amore. L’uomo corteggia la donna con passi veloci e figure virili, mentre lei lo “stuzzica” con fughe, giravolte e ampie gonne che ne accentuano la femminilità.
* Il Fazzoletto: Un elemento centrale è il fazzoletto che la donna usa per invitare l’uomo a danzare con lei. Sventolando il foulard, la donna sceglie il proprio partner, stabilendo il ruolo dominante nel corteggiamento. Questo gesto è carico di simbolismo erotico, simboleggiando un invito o un’offerta.
* Lo Sguardo: Il vero legame tra i due ballerini non è il contatto fisico, ma l’intenso scambio di sguardi. Gli occhi diventano il filo sottile che unisce la coppia, esprimendo desiderio, passione e sfida, in una dinamica di attrazione e repulsione.
In conclusione, la sessualità e l’eros nella pizzica è un tema poliedrico: da un lato è il disagio psicologico e la repressione che si risolvono nel rito catartico del tarantismo, dall’altro è il giocoso e sensuale corteggiamento che si manifesta nella danza tradizionale. Infine ciò che si ottiene grazie a questa musica ritmata non è altro che una vera e propria trance ipnotica, ovvero la realizzazione di un’immagine mentale che porta ad un livello elevato di concentrazione da diventare reale e plastica (Monoideismo plastico).
Per approfondimento:
https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Stifani?wprov=sfla1
https://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_de_Martino?wprov=sfla1
https://it.wikipedia.org/wiki/La_notte_della_Taranta?wprov=sfla1










