Citomegalovirus in gravidanza, facciamo il punto

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Il virus Citomegalovirus (CMV) può essere contratto dalla madre in qualsiasi momento della gravidanza e trasmettersi al feto (infezione congenita da CMV o cCMV). Tuttavia, il periodo in cui l’infezione materna si verifica influenza in modo significativo il rischio di trasmissione al feto e la gravità delle conseguenze.

Ecco una ripartizione per trimestre:

* Primo Trimestre (fino a circa 14 settimane):

* Rischio di trasmissione al feto: Il rischio di trasmissione è più basso in questo periodo, stimato intorno al 20-40%.

* Gravità delle conseguenze: Se l’infezione viene trasmessa nel primo trimestre, il rischio di gravi danni fetali e sequele permanenti (neurologiche, uditive, visive) è molto più alto. Questo perché gli organi del feto sono in fase di rapido sviluppo e sono più vulnerabili ai danni virali. Le complicanze possono includere microcefalia, ritardo dello sviluppo, paralisi cerebrale, perdita dell’udito e della vista. In rari casi, può portare a interruzione della gravidanza o morte fetale.

* Secondo Trimestre (da circa 14 a 28 settimane):

* Rischio di trasmissione al feto: Il rischio di trasmissione aumenta rispetto al primo trimestre, raggiungendo circa il 45%.

* Gravità delle conseguenze: Il rischio di danni gravi al feto diminuisce rispetto al primo trimestre, ma è comunque presente. La sordità è una delle conseguenze più comuni anche in questo periodo.

* Terzo Trimestre (dopo circa 28 settimane):

* Rischio di trasmissione al feto: Il rischio di trasmissione è più alto, spesso intorno al 65-75%.

* Gravità delle conseguenze: Nonostante l’alto tasso di trasmissione, la maggior parte dei bambini infetti in questo periodo tende a essere asintomatica alla nascita o a sviluppare sequele meno gravi. Tuttavia, la sordità a esordio tardivo rimane una preoccupazione significativa, anche se il rischio di altre gravi anomalie neurologiche è molto più basso.

In sintesi:

* Il rischio di trasmissione al feto aumenta con l’avanzare della gravidanza.

* La gravità delle conseguenze per il feto è maggiore se l’infezione materna primaria avviene nel primo trimestre.

È importante sottolineare che queste stime si riferiscono all’infezione primaria da CMV (quando una donna contrae il virus per la prima volta durante la gravidanza e non ha anticorpi preesistenti). Se una donna ha avuto una precedente infezione da CMV e il virus si riattiva (infezione non primaria), il rischio di trasmissione al feto e di conseguenze gravi è significativamente inferiore (circa 1-2%).

Per questo motivo, la prevenzione dell’infezione da CMV durante la gravidanza, soprattutto per le donne sieronegative (che non hanno mai avuto il virus), è fondamentale.

Prof Lamberto Coppola
• Laureato in Medicina e Chirurgia nell’Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1977; • Specializzato in Ginecologia ed Ostetricia nell’ Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1981; • Specializzato in Andrologia nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode nel 1985; • Perfezionato in Sessuologia Clinica nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode; • Master in Endoscopia Ginecologica Avanzata – Università di Bari; • Master in Fisiopatologia della Riproduzione Umana e Tecniche di Fecondazione Assistita presso il Dipartimento Materno Infantile dell’Università di Palermo; • Primario Idoneo di Ostetricia e Ginecologia con il massimo dei voti nel 1987; • Diplomato in “Ipnologia Clinica” presso l’Istituto “Franco Granone” di Torino • Professore di Fisiopatologia della Riproduzione Umana presso la Scuola di Specializzazione in Andrologia dell’Università di Pisa dal 1987 al 2004 e Professore di Biochimica sistematica Umana presso l’Università della Calabria dal 1999 al 2001; • Attualmente è Tutor Aziendale per le Tesi di Laurea e Docente nei Seminari Integrativi di semiologia nella Facoltà di Scienze, Corso di Laurea in Biologia, Università del Salento; • Pioniere della Procreazione Medicalmente Assistita in Italia, nel 1984 fonda in Puglia la prima Banca del Seme Italiana con autorizzazione specifica conservazione dei gameti maschili e fecondazione artificiale; • Attualmente è Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed di Nardò e Gallipoli e Casa di Cura “Fabia Mater” di Roma dove viene praticata diagnostica all’avanguardia e ricerca scientifica nel campo delle patologie di coppia e le più moderne tecniche di procreazione assistita. • Fondatore e componente del C.E.C.O.S. ITALIA (Centri per la Conservazione degli Ovociti e Spermatozoi); • Fondatore e Consigliere Nazionale della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.); • Coordinatore del gruppo d’interesse di Medicina di Coppia della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R); • Delegato Regionale dell’Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri (AGEO) e della Società Italiana di Fitoterapia ed Integratori in Ostetricia e Ginecologia (SIFIOG); • Autore di 196 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali; • Relatore, moderatore e discussant nei principali convegni scientifici nazionali ed internazionali della disciplina che esercita.

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