- Adv -
Introduzione
Nel contesto sanitario attuale, sempre piu complesso e interconnesso, il farmacista rappresenta spesso il primo interlocutore a cui la persona si rivolge nei momenti di disagio. La farmacia e uno spazio di cura percepito come accessibile, familiare e non stigmatizzante. In questo scenario, il dialogo tra cliente e farmacista diventa un momento cruciale non solo per rispondere a un bisogno pratico, ma per intercettare segnali di sofferenza emotiva, spesso espressi in modo indiretto.
1. Il primo istante: la forza di un saluto autentico
Il contatto inizia con un saluto professionale, empatico e presente. La qualita della voce, lo sguardo e la postura non verbale sono gia elementi di comunicazione attiva.
Un Esempio? L’uso delle parole, Benvenuto/a – Ben trovato/a.
Cliente: «Buongiorno»
Farmacista: «Buongiorno, benvenuto/a. In cosa posso aiutarla oggi?»
L’uso della parola “benvenuto” non e solo formale: e un invito implicito ad aprirsi e a sentirsi accolti.
In un contesto di stress o fragilita, una domanda semplice ma formulata con autenticita puo aprire la strada a un dialogo significativo.
2. I primi segnali: il disagio tra le righe
Talvolta, il cliente accenna un problema fisico: insonnia, stanchezza, bruciore allo stomaco, irritabilita, tensioni muscolari. Questi possono essere sintomi somatici di uno stato emotivo alterato, collegato a stress, ansia,
sovraccarico psicologico.
Cliente: «Sto cercando qualcosa per dormire… ultimamente non riesco a chiudere occhio, ho mille pensieri»
Farmacista: «Capisco. Sta passando un periodo particolarmente stressante?»
Con questa domanda, il farmacista trasforma il banco in uno spazio relazionale, aprendo la possibilita di raccogliere informazioni preziose per orientare il consiglio.
3. L’ascolto attivo e il contenimento emotivo
Nel momento in cui il cliente manifesta che “e un periodo difficile”, e fondamentale sospendere l’automatismo del consiglio tecnico e attivare l’ascolto attivo:
– Sguardo attento
– Silenzio che accoglie
– Riformulazione: «Mi sta dicendo che ultimamente sta attraversando un periodo difficile? …”
– Evitare frasi minimizzanti («Capita a tutti») o direttive («Deve solo rilassarsi»)
Il farmacista diventa un ponte tra il sintomo espresso e il significato soggettivo che lo accompagna.
A questo punto puo emergere un bisogno piu profondo: il desiderio di essere ascoltati, capiti, aiutati.
4. La valutazione della richiesta: consiglio o invio?
Il farmacista, formato secondo un modello integrato (come quello ANPIF), valuta:
– Se si tratta di una richiesta prevalentemente informativa e contenibile con un consiglio mirato (es. un integratore per il sonno, suggerimenti su igiene del sonno, tecniche di rilassamento)- Oppure se sono presenti indicatori di
sofferenza psichica tali da richiedere un invio a un professionista
Frasi ponte per l’invio:
– «Capisco quanto sia difficile… le segnalo che abbiamo attivo il Servizio Psicologo in Farmacia: e uno spazio riservato e accessibile, dove puo approfondire cio che sta vivendo»
– «Se preferisce, possiamo aiutarla a contattare un professionista anche sul territorio, in base alle sue esigenze»
5. Il colloquio breve come intervento professionale
Il colloquio al banco non e una psicoterapia, ma un momento di orientamento e triage psicologico.
Per essere efficace, deve avere:
– Durata breve e focalizzata (3-7 minuti)- –
– Finalita chiara: ascolto, contenimento, orientamento
– Presenza autentica: il farmacista non “cura” ma “accoglie”
6. Considerazioni etiche e operative
– Riservatezza: creare un minimo di privacy anche al banco (abbassare la voce, fare un cenno per spostarsi in un angolo piu tranquillo)
– Non giudizio: accogliere qualsiasi emozione, anche rabbia, pianto, confusione
– Formazione continua: il farmacista deve acquisire competenze base di ascolto empatico, segnalazione precoce del disagio emotivo e conoscenza della rete di invio.
Conclusioni: il valore sanitario della relazione
L’accoglienza psicologica in farmacia non e un optional, ma una competenza sanitaria relazionale. E il primo passo verso una presa in carico umana e professionale. Il farmacista che sa ascoltare e orientare, contribuisce a:
– Migliorare l’aderenza terapeutica- Prevenire cronicizzazioni del disagio- Rafforzare il senso di fiducia nel sistema salute
In un’epoca in cui la salute mentale e sempre piu centrale, il banco della farmacia puo diventare un presidio prezioso di prevenzione e prossimita psicologica.
Bibliografia
– Palombo Ferretti F., Manuale di Psicologia in Farmacia, ANPIF Edizioni 4bookness WHO (2023). Mental health in primary care: enhancing treatment and promoting mental health.
– Gilbody S., Bower P., et al. (2006). Collaborative care for depression: a cumulative meta-analysis and review of longer-term outcomes. Arch Intern Med.- Compassion Satisfaction and Fatigue (CSF) Test by Stamm, B. H. (2009)
– Ordine degli Psicologi, Linee guida per il colloquio psicologico in setting non clinico (2022)









