Quando nausea e vomito ti rovinano la gioia della maternità

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L’iperemesi gravidica (HG) è una forma grave ed esagerata di nausea e vomito che si manifesta durante la gravidanza. A differenza della comune “nausea mattutina”, l’iperemesi gravidica è una condizione debilitante che può portare a significative complicazioni per la salute della futura mamma e, in rari casi, anche per il feto se non adeguatamente trattata.

Sintomi

I sintomi principali dell’iperemesi gravidica includono:

* Nausea grave e vomito persistente e acuto: Spesso rendono difficile trattenere cibo o liquidi, con episodi di vomito che possono superare le 30 volte al giorno.

* Perdita di peso: Significativa (superiore al 5% del peso corporeo pre-gravidanza).

* Disidratazione: Dovuta alla perdita eccessiva di liquidi.

* Chetosi: Il corpo inizia a bruciare grassi per energia a causa della carenza di carboidrati.

* Squilibri elettrolitici: Alterazioni dei minerali essenziali nel sangue (es. sodio, potassio, magnesio).

* Affaticamento grave e senso di debilitazione.

* Vertigini e svenimenti.

* Ipotensione e tachicardia (frequenza cardiaca accelerata) a causa della disidratazione.

* Alterazioni del gusto e dell’olfatto.

* Irritabilità e difficoltà di concentrazione.

* Disturbi del sonno.

In casi rari e gravi, se l’iperemesi persiste oltre la 16ª-18ª settimana, possono manifestarsi complicazioni come:

* Danno epatico grave (ittero, necrosi centrolobulare, degenerazione grassa del fegato).

* Encefalopatia di Wernicke (con stato confusionale, sonnolenza, problemi oculari, perdita di equilibrio), dovuta a carenza di tiamina.

* Rottura dell’esofago.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte dell’iperemesi gravidica non sono ancora completamente chiarite, ma si ritiene che siano multifattoriali. Alcuni fattori associati includono:

* Elevati livelli ormonali: In particolare, l’aumento rapido di beta-hCG (gonadotropina corionica umana) e di estrogeni.

* Familiarità: Precedenti familiari di iperemesi gravidica (madre, sorella, nonna).

* Gravidanza multipla: La presenza di più feti (es. gemelli) aumenta i livelli ormonali.

* Mola idatiforme: Una rara condizione in cui si verifica una crescita anomala di cellule all’interno dell’utero.

* Prima gravidanza.

* Sovrappeso o obesità.

* Anamnesi positiva per cinetosi o emicrania.

* Anamnesi di nausea come effetto collaterale da estroprogestinici orali.

* Bassa età materna.

* Possibile componente genetica.

In passato si pensava che l’iperemesi avesse una componente psicologica, ma questa teoria è stata ampiamente smentita dalla scienza.

Diagnosi

La diagnosi è clinica e si basa sui sintomi e sulla loro gravità. Gli esami di laboratorio sono fondamentali per valutare le conseguenze dell’iperemesi e escludere altre patologie:

* Esami del sangue: Per misurare gli elettroliti sierici, la funzionalità renale (azotemia, creatininemia), e la funzionalità epatica (transaminasi ALT e AST).

* Esami delle urine: Per la ricerca di corpi chetonici (chetoacidosi).

* Misurazione seriale del peso corporeo.

* Ecografia: Per escludere gravidanza multipla o mola idatiforme, o altre condizioni che possono causare vomito.

È importante escludere altre cause di vomito come gastroenterite, pielonefrite, chetoacidosi diabetica, problemi tiroidei, ecc.

Trattamento e Gestione

Il trattamento dell’iperemesi gravidica mira a gestire i sintomi, prevenire le complicanze e garantire l’adeguato apporto nutritivo. Può includere:

1. Misure non farmacologiche e modifiche dello stile di vita:

* Dieta: Mangiare pasti piccoli e frequenti (ogni 2-3 ore), prediligendo cibi secchi, insipidi, a basso contenuto di grassi e ricchi di proteine. Evitare cibi piccanti o grassi. I pasti freddi possono essere meglio tollerati.

* Idratazione: Bere liquidi frequentemente, a piccoli sorsi. Evitare bevande troppo dolci, fredde o gassate.

* Evitare i trigger: Identificare ed evitare cibi o odori che scatenano la nausea.

* Riposo: Alzarsi lentamente al mattino e riposare a sufficienza.

* Zenzero: Può essere utile sotto forma di infusi, decotti o candito, sebbene le prove scientifiche siano limitate.

* Vitamina B6 (Piridossina): Spesso raccomandata, da sola o in combinazione con doxilamina, come prima linea di trattamento farmacologico.

2. Trattamento farmacologico:

Quando le misure non farmacologiche non sono sufficienti, il medico può prescrivere farmaci antiemetici. È fondamentale che la somministrazione di farmaci in gravidanza sia sempre valutata dal medico. Alcuni dei farmaci utilizzati includono:

* Doxylamina: Spesso in combinazione con piridossina.

* Prometazina.

* Dimenidrinato.

* Metoclopramide.

* Ondansetron: Utilizzato in casi più gravi, ma è importante valutare i rischi e benefici.

* Corticosteroidi: In casi severi e refrattari ad altre terapie.

3. Terapie di supporto:

* Reidratazione endovenosa (EV): In caso di disidratazione e squilibri elettrolitici gravi, è necessario il ricovero ospedaliero per la somministrazione di liquidi, elettroliti e vitamine (in particolare tiamina per prevenire l’encefalopatia di Wernicke) per via endovenosa.

* Nutrizione parenterale totale (NPT): In casi estremamente rari, quando la donna non riesce ad assumere alcun alimento o liquido per via orale per un periodo prolungato, può essere necessaria la nutrizione artificiale per via endovenosa.

4. Gestione psicologica:

L’iperemesi gravidica può avere un impatto significativo sulla salute emotiva e mentale della donna, causando ansia, depressione e stress post-traumatico. Un supporto psicologico può essere utile.

La maggior parte delle donne con iperemesi gravidica vede un miglioramento dei sintomi intorno alla 13ª-14ª settimana di gravidanza, anche se in circa il 20% dei casi i sintomi possono persistere fino al parto. Sebbene sia una condizione grave e debilitante, con un trattamento adeguato, il feto di solito non subisce danni, poiché la natura tende a privilegiare il suo fabbisogno nutritivo. La priorità è la salute della madre.

Prof Lamberto Coppola
• Laureato in Medicina e Chirurgia nell’Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1977; • Specializzato in Ginecologia ed Ostetricia nell’ Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1981; • Specializzato in Andrologia nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode nel 1985; • Perfezionato in Sessuologia Clinica nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode; • Master in Endoscopia Ginecologica Avanzata – Università di Bari; • Master in Fisiopatologia della Riproduzione Umana e Tecniche di Fecondazione Assistita presso il Dipartimento Materno Infantile dell’Università di Palermo; • Primario Idoneo di Ostetricia e Ginecologia con il massimo dei voti nel 1987; • Diplomato in “Ipnologia Clinica” presso l’Istituto “Franco Granone” di Torino • Professore di Fisiopatologia della Riproduzione Umana presso la Scuola di Specializzazione in Andrologia dell’Università di Pisa dal 1987 al 2004 e Professore di Biochimica sistematica Umana presso l’Università della Calabria dal 1999 al 2001; • Attualmente è Tutor Aziendale per le Tesi di Laurea e Docente nei Seminari Integrativi di semiologia nella Facoltà di Scienze, Corso di Laurea in Biologia, Università del Salento; • Pioniere della Procreazione Medicalmente Assistita in Italia, nel 1984 fonda in Puglia la prima Banca del Seme Italiana con autorizzazione specifica conservazione dei gameti maschili e fecondazione artificiale; • Attualmente è Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed di Nardò e Gallipoli e Casa di Cura “Fabia Mater” di Roma dove viene praticata diagnostica all’avanguardia e ricerca scientifica nel campo delle patologie di coppia e le più moderne tecniche di procreazione assistita. • Fondatore e componente del C.E.C.O.S. ITALIA (Centri per la Conservazione degli Ovociti e Spermatozoi); • Fondatore e Consigliere Nazionale della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.); • Coordinatore del gruppo d’interesse di Medicina di Coppia della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R); • Delegato Regionale dell’Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri (AGEO) e della Società Italiana di Fitoterapia ed Integratori in Ostetricia e Ginecologia (SIFIOG); • Autore di 196 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali; • Relatore, moderatore e discussant nei principali convegni scientifici nazionali ed internazionali della disciplina che esercita.

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