La pizza nel mondo: arte, tradizione e salute in un piatto senza confini

A cura di Marco Signorile e la dottoressa Silvana Di Martino

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A Napoli il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo: 500 maestri da oltre 100 Paesi. Tra passione, creatività e attenzione al profilo nutrizionale
Dal 3 al 5 giugno, Napoli ospita la ventiduesima edizione del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo – Trofeo Caputo, un evento internazionale unico nel suo genere, che si svolgerà nel Padiglione 1 della Mostra d’Oltremare. È l’unico campionato itinerante al mondo interamente dedicato ai pizzaioli, con partecipanti provenienti da ogni continente.

La pizza, simbolo universale della cucina italiana, oggi rappresenta molto più di un semplice piatto: è un’arte fatta di manualità, tradizione e innovazione. L’obiettivo della competizione non è solo decretare il miglior pizzaiolo, ma anche valorizzare l’evoluzione culturale e tecnica della pizza in tutto il mondo.

🌍 Un evento globale
Oltre 500 maestri pizzaioli da più di 100 Paesi – tra cui Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Stati Uniti, Argentina, Francia, Germania e Brasile – si contenderanno il titolo mondiale. Le dodici categorie di gara spazieranno dalla pizza classica a quella innovativa, con un’attenzione crescente all’artigianalità e alla creatività.

Ogni partecipante arriva a Napoli dopo aver superato selezioni nazionali: il livello tecnico è altissimo. L’evento non è solo una sfida, ma anche un punto di incontro tra culture, farine, impasti e stili di cottura diversi.

🇯🇵 Il caso del Giappone e l’espansione della Margherita
Nel 2009, il giapponese Akinari Makishima vinse il campionato, testimoniando la crescente passione asiatica per la pizza Margherita, considerata la regina indiscussa a livello internazionale. Grazie all’importazione delle materie prime campane, oggi è possibile gustare un’ottima pizza anche nei migliori locali di Tokyo, New York o Buenos Aires.

💼 Quando vincere cambia la vita
Chi conquista la Caputo Cup vede spesso trasformarsi la propria carriera: molti vincitori hanno aperto nuove pizzerie, sono diventati imprenditori e ambasciatori della pizza italiana nel mondo. La gara rappresenta dunque una vetrina preziosa per talenti giovani e maestri affermati.

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🍳 Maestria e accessibilità
Nonostante gli aumenti dei costi energetici e delle materie prime – si registra un +21% dal 2019 – una cena a base di pizza e bibita resta accessibile, con un costo medio di circa 12 euro. In molti borghi italiani, pizzerie locali continuano a offrire ottima qualità a prezzi contenuti, grazie alla passione e alla selezione attenta degli ingredienti.

🍅 Parla la nutrizionista: la pizza è equilibrio, non solo golosità

La pizza può essere parte di un’alimentazione sana ed equilibrata, a patto che sia consumata con buon senso.”
La classica Margherita apporta circa 700-800 kcal a porzione e rappresenta un piatto unico ben bilanciato:

Carboidrati complessi dalla farina
Proteine dalla mozzarella
Grassi buoni dall’olio extravergine d’oliva
“Attenzione però alle versioni più elaborate – avverte la nutrizionista – con salumi, formaggi stagionati o fritti, che possono superare anche le 1000 kcal. In questi casi è bene accompagnare la pizza con un contorno di verdure e limitare altri carboidrati nel pasto.”
Le versioni con farine integrali o multicereali offrono un miglior contenuto di fibre e un indice glicemico più basso, risultando ideali anche per chi segue regimi alimentari controllati.

🍽️ Educazione alimentare e convivialità
“Anche per i bambini la pizza può essere un pasto sano – conclude De Santis – se preparata con ingredienti semplici e naturali. È un cibo educativo, perché coinvolge i sensi, la manualità e il piacere di stare a tavola.”

La pizza è, come Napoli, colorata, viva, inclusiva e senza confini. Questo campionato non è solo una competizione: è la celebrazione di un alimento che unisce le culture, porta l’Italia nel mondo e resiste – con gusto – anche alle sfide dell’economia globale.

Marco Signorile
Marco Signorile è un attore versatile, attivo nel doppiaggio, nella radio e in televisione. La sua solida formazione artistica comprende studi di recitazione in prosa, commedia dell'arte e corsi all'Actors Studio con Geraldine Baron. Ha anche partecipato a workshop al centro sperimentale tenuti da Pupi Avati. Ha collaborato con alcuni dei teatri più prestigiosi d’Italia, come il Teatro Metastasio di Prato-stabile della Toscana e il Teatro Donizetti di Bergamo. La sua esperienza spazia dai testi classici ai romanzi in prosa. Alterna con successo il teatro al cinema, partecipando a festival rinomati come Cannes e Venezia. Tiene corsi di Public Speaking destinati a manager ed è docente di teatro nelle scuole pubbliche e accademie private. È anche un doppiatore e speaker apprezzato per documentari RAI e conduce programmi radio-televisivi. Attualmente, oltre alla carriera di attore, si dedica agli eventi musicali italiani ed è direttore artistico del Bellano Music Festival. Scrive articoli per giornali e magazine su argomenti di arte e cultura orientandosi a un giornalismo culturale.

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