Utero artificiale ed ectogenesi tra mito, realtà ed etica …. facciamo il punto.

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Ultimamente sui social ci sono state diverse notizie e sviluppi riguardo all’utero artificiale. Il Giappone è uno dei paesi all’avanguardia in questa ricerca considerata un importante passo avanti verso l’ectogenesi completa (gestazione interamente al di fuori del corpo). In realtà l’obiettivo principale di queste tecnologie è, per ora, aiutare i bambini estremamente prematuri a svilupparsi in un ambiente più simile a quello uterino, riducendo le complicanze associate alla nascita molto anticipata. Tuttavia, la tecnologia solleva anche importanti questioni etiche e sociali riguardo al futuro della riproduzione, alla definizione di genitorialità di cui voglio parlarvi in questo articolo scaturito da una considerazione in tal senso di una mia magica amica, grande professionista sanitaria e ipnologa clinica, che mi è stata Maestra. La dottoressa Milena Muro mi scrive testualmente: “Come sempre la storia la farà l’uomo, non gli strumenti che utilizza … Quindi la domanda è: può l’uomo avere a disposizione questo strumento senza cadere nell’orrore? Poi penso che ci sei tu e uomini come te che sanno scegliere guidati dalla volontà di donare e sviluppare il bene e allora mi tranquillizzo. Ciao Old Lambert”

L’utero artificiale infatti è un concetto che affascina e solleva al tempo stesso profonde questioni etiche, sociali e scientifiche. Si tratta di un dispositivo ipotetico che permetterebbe la crescita e lo sviluppo di un embrione o feto al di fuori del corpo materno, riproducendo l’ambiente fisiologico dell’utero.

Stato della Ricerca e Progressi:

Attualmente, la ricerca sull’utero artificiale si concentra principalmente su due fronti:

* Sistemi per neonati estremamente prematuri: Il progresso più significativo riguarda lo sviluppo di ambienti extra-uterini per supportare la sopravvivenza e lo sviluppo di neonati nati a gravidanze estremamente precoci (ad esempio, tra le 22 e le 28 settimane). L’obiettivo primario non è la gestazione completa dall’embrione alla nascita, ma piuttosto migliorare le probabilità di sopravvivenza e ridurre le complicazioni a lungo termine che affliggono i prematuri. Sono stati condotti esperimenti di successo con feti animali (in particolare agnelli) che sono stati mantenuti in vita e sviluppati in “bio-sacchi” per diverse settimane, mimando l’ambiente uterino con fluidi e scambio di nutrienti e ossigeno. Progetti come EXTEND (Università della Pennsylvania) ed EVE (Università dell’Australia Occidentale) stanno facendo passi avanti in questa direzione.

* Ectogenesi completa (dall’embrione alla nascita): Questa è l’idea più futuristica e complessa. Implica la crescita di un embrione fin dalle prime fasi in un utero completamente artificiale. Sebbene vi siano studi e concetti teorici (come il progetto EctoLife), siamo ancora molto lontani dalla realizzazione di un sistema di questo tipo per gli esseri umani. Le prime sperimentazioni sull’impianto di embrioni umani ex vivo (fuori dal corpo) sono state condotte in Italia (Bologna, 1982) e poi negli Stati Uniti, ma sono state interrotte a causa delle complesse questioni etiche sollevate.

Benefici Potenziali:

* Miglioramento della sopravvivenza e della qualità della vita dei neonati prematuri: Questo è il beneficio più concreto e immediato della ricerca attuale. L’utero artificiale potrebbe fornire un ambiente più controllato e protetto rispetto alle attuali incubatrici, favorendo lo sviluppo polmonare e riducendo le complicazioni tipiche della prematurità.

* Alternative per donne con problemi uterini: Potrebbe offrire una soluzione per donne che non possono portare a termine una gravidanza a causa di problemi uterini (es. utero danneggiato, assente o malato).

* Possibile riduzione del rischio di aborto spontaneo: In un futuro più lontano, potrebbe ridurre il rischio di aborti spontanei legati a problemi uterini.

* Potenziale per una “gravidanza” condivisa o non biologica: Apre nuove possibilità per la genitorialità, ad esempio per coppie omosessuali maschili o individui singoli, sebbene questo scenario sia ancora molto distante e sollevi ulteriori questioni etiche.

* Libertà riproduttiva: Alcune prospettive femministe vedono l’utero artificiale come uno strumento per liberare le donne dal “fardello” fisico e sociale della gravidanza, offrendo una maggiore scelta riproduttiva.

Svantaggi e Implicazioni Etiche:

L’utero artificiale solleva una miriade di questioni complesse:

* Status morale dell’embrione/feto: Quale sarebbe lo status legale e morale di un embrione o feto che cresce completamente al di fuori del corpo umano?

* Implicazioni psicologiche e sociali: Come influenzerebbe il legame madre-figlio? Quali sarebbero gli effetti psicologici sui bambini nati in questo modo? Come cambierebbe il ruolo della famiglia e della società in relazione alla riproduzione?

* Accesso e disuguaglianze: Potrebbe diventare una tecnologia costosa, creando disparità nell’accesso e ampliando le disuguaglianze sanitarie.

* “De-umanizzazione” della nascita: Alcuni temono una “medicalizzazione” eccessiva o una “de-umanizzazione” del processo di nascita, riducendolo a un atto puramente tecnologico.

* Rischi e sicurezza: La sicurezza a lungo termine di questa tecnologia per lo sviluppo del bambino non è ancora nota.

* Regolamentazione: La mancanza di una legislazione chiara a livello internazionale e nazionale rende difficile la ricerca e lo sviluppo, specialmente in paesi come l’Italia dove le leggi sulla procreazione assistita sono già molto stringenti e attente alle questioni etiche. La legge italiana 40/2004, ad esempio, ha già dimostrato la complessità e la sensibilità del dibattito sulla procreazione medicalmente assistita.

* Possibili usi non etici: Preoccupazioni su possibili scenari distopici, come la “fabbricazione” di esseri umani o l’eugenetica, sebbene queste siano speculazioni estreme e non l’obiettivo della ricerca attuale.

In sintesi, l’utero artificiale rappresenta un campo di ricerca con un enorme potenziale per la medicina neonatale, ma al tempo stesso un’area densa di interrogativi etici e sociali che richiedono un’attenta riflessione e un dibattito pubblico informato.

Prof Lamberto Coppola
• Laureato in Medicina e Chirurgia nell’Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1977; • Specializzato in Ginecologia ed Ostetricia nell’ Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1981; • Specializzato in Andrologia nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode nel 1985; • Perfezionato in Sessuologia Clinica nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode; • Master in Endoscopia Ginecologica Avanzata – Università di Bari; • Master in Fisiopatologia della Riproduzione Umana e Tecniche di Fecondazione Assistita presso il Dipartimento Materno Infantile dell’Università di Palermo; • Primario Idoneo di Ostetricia e Ginecologia con il massimo dei voti nel 1987; • Diplomato in “Ipnologia Clinica” presso l’Istituto “Franco Granone” di Torino • Professore di Fisiopatologia della Riproduzione Umana presso la Scuola di Specializzazione in Andrologia dell’Università di Pisa dal 1987 al 2004 e Professore di Biochimica sistematica Umana presso l’Università della Calabria dal 1999 al 2001; • Attualmente è Tutor Aziendale per le Tesi di Laurea e Docente nei Seminari Integrativi di semiologia nella Facoltà di Scienze, Corso di Laurea in Biologia, Università del Salento; • Pioniere della Procreazione Medicalmente Assistita in Italia, nel 1984 fonda in Puglia la prima Banca del Seme Italiana con autorizzazione specifica conservazione dei gameti maschili e fecondazione artificiale; • Attualmente è Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed di Nardò e Gallipoli e Casa di Cura “Fabia Mater” di Roma dove viene praticata diagnostica all’avanguardia e ricerca scientifica nel campo delle patologie di coppia e le più moderne tecniche di procreazione assistita. • Fondatore e componente del C.E.C.O.S. ITALIA (Centri per la Conservazione degli Ovociti e Spermatozoi); • Fondatore e Consigliere Nazionale della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.); • Coordinatore del gruppo d’interesse di Medicina di Coppia della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R); • Delegato Regionale dell’Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri (AGEO) e della Società Italiana di Fitoterapia ed Integratori in Ostetricia e Ginecologia (SIFIOG); • Autore di 196 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali; • Relatore, moderatore e discussant nei principali convegni scientifici nazionali ed internazionali della disciplina che esercita.

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