L’ETA’ DELL’IMMUNOLOGIA: VERA RIVOLUZIONE?

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Tra gli anni ’60 e i ‘70, lo studio delle immunoglobuline ci introdusse alla scoperta della funzione ed eterogeneità degli anticorpi (immunità umorale), così come ad una migliore differenziazione dell’immunità cellulare.

Negli ultimi 50 anni si è compresa sempre meglio (anche se ancora molto resta da comprendere) quale sia la funzione dell’immunità ed i complessi meccanismi che difendono il nostro corpo, i meccanismi di risposta alle infezioni, alle malattie degenerative (su base autoimmunitaria), ai tumori e al fenomeno dell’invecchiamento.

Stiamo entrando in quella che io definisco l’ “IMMUNO-AGE” (l’Età dell’Immunità).

Per anni abbiamo contrastato le malattie utilizzando sostanze chimiche naturali o di sintesi (cosa che facciamo ancora oggi) per contrastare forme viventi invasive come virus, batteri, funghi o parassiti, o malfunzionamenti del nostro “motore interno”, con inibitori o potenziatori di processi metabolici.

Lo studio dell’immunità ci ha permesso di comprendere sempre meglio, che il nostro organismo ha tutti gli strumenti umorali e/o cellulari per combattere efficacemente le terapie e che la soppressione o il potenziamento (o in generale la disfunzione di essi), diventa a sua volta causa di malattia.

Parlare qui della complessità del sistema immunitario e del suo rapporto con il fenomeno dell’infiammazione è troppo complesso e richiederebbe un vero trattato e per questo vi rimando agli articoli del Prof. Alberto Mantovani, ma vi basti dire che, mentre fino a qualche anno fa le interleuchine, co-agenti del fenomeno infiammatorio, erano meno di una decina, oggi se ne conoscono ben 36 (il cui ruolo non è ancora completamente conosciuto).

E’ indubbio che il concetto del “potenziare le difese interne immunitarie” anziché delle sostanze esterne all’organismo, è di per sé rivoluzionario e rappresenta il futuro della medicina terapeutica.

I vaccini ad m-RNA hanno rappresentato un vero passo in avanti nella ricerca applicata e in un mio articolo precedente avevo già parlato dei nuovi vaccini sa-mRNA (vaccini auto-amplificanti) in cui la dose di mRNA inoculato è sempre più bassa, consentendo una amplificazione del segnale di stimolo immunitario, con sempre minori effetti collaterali.

Così come i vaccini a mRNA e sa-mRNA e gli anticorpi monoclonali (MAB) rappresentano la nuova frontiera nella lotta contro molte malattie infettive e tumori, una nuova tecnica sperimentale (in cui l’Italia si trova in posizione avanzata nella ricerca) è l’utilizzo delle CAR-T, linfociti T (agenti dell’immunità cellulare) capaci di essere estratti dal paziente, potenziati nel loro ruolo difensivo con l’aggiunta appunto sulla loro membrana di un recettore chimerico specifico per l’antigene e reimmessi nell’organismo per ottenere una risposta più potente contro l’aggressore (es. cellule tumorali).

Come si può capire tutto ciò rappresenta la vera nuova frontiera dell’approccio terapeutico, oggi limitato ad alcune malattie infettive (e l’abbiamo visto con il Covid19) e ad alcuni tumori, ma potenzialmente applicabile a moltissime patologie.

Le novità creano sempre dubbi e panico nella popolazione (e lo si vede con la forza del movimento No-Vax che negli Stati uniti ha persino espresso un Ministro della Salute) ma la capacità di ricerca degli scienziati che comprendono sempre meglio i complessi meccanismi che stanno alla base delle malattie, ci porterà sempre di più verso un approccio personalizzato e mirato della patologia e a sfruttare sempre meglio la risposta naturale (innata e adattativa) del nostro sistema immunitario.

Prof. Enrico Bernini Carri
Laureato presso l’Università degli Studi di Firenze a pieni voti ha conseguito successivamente la Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali presso l’Università degli Studi di Modena ed è Medico Competente in Medicina del Lavoro. Già Ufficiale medico dell’Esercito Italiano ha prestato servizio come Direttore Sanitario e Comandante dei Corsi di Medicina (Preside di Facoltà) presso l’Accademia Militare di Modena e Centro Selezione dell'Esercito in Bologna, partecipando a diverse missioni estere come “Esperto di Pandemie della NATO”. Attualmente riveste il grado di Generale medico della Riserva. Già Presidente del Centro Europeo della Medicina delle Catastrofi (CEMEC) presso il Consiglio d’Europa, ha fondato ed è Presidente della Associazione Scientifica/Fondazione Scuola Internazionale Medica di Emergenze e Disastri MEDIS. E’ Professore a.c. presso l’Università degli Studi di Modena-Reggio Emilia di Medicina delle Emergenze e Catastrofi (Sc. Spec. di Igiene e Sc. Spec. Di Medicina di Emergenza-Urgenza) e Medico Responsabile Dipartimento della Difesa Civile /Vigili del Fuoco di Modena. E’ Direttore di Redazione della Rivista Scientifica on-line “L’ICOSAEDRO”

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