Il “Christmas blues”: un Natale non solo “Rosso”.

Alcuni studiosi parlano di “Christmas blues”, un insieme di sintomi che si sviluppano in concomitanza del periodo natalizio.

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Nell’immaginario collettivo Natale è un momento di gioiosa celebrazione. Per molti lo spirito natalizio che pervade le giornate di dicembre, è sinonimo di unione, condivisione, vacanze, doni e feste. Tuttavia, questo spesso si scontra con il vissuto di coloro per i quali l’arrivo del Natale è fonte di sofferenza. Alcuni studiosi parlano di “Christmas blues”, un insieme di sintomi che si sviluppano in concomitanza del periodo natalizio. I vissuti più comuni comprendono tristezza, ansia, nostalgia, senso di vuoto, anedonia e sentimenti di solitudine. A queste emozioni spesso si associano segnali fisici quali: mal di testa, cambiamenti nell’appetito, spossatezza e difficoltà legate al sonno. Il Christmas blues non è una vera e propria patologia clinica, si tratta piuttosto di uno stato transitorio strettamente legato a un periodo specifico e che tende a risolversi al termine di questa festività. Va differenziato dal Disturbo Depressivo Maggiore ad andamento stagionale che è invece una patologia clinica con episodi di depressione che si presentano regolarmente in particolari periodi dell’anno, più frequentemente autunno-inverno.

Ma quali sono le cause della Sindrome del Natale?

Generalmente, i fattori che possono scatenare emozioni negative durante il periodo natalizio sono i seguenti:

La predisposizione a sperimentare sentimenti di ansia o stati depressivi anche negli altri periodi dell’anno.

Coloro che stanno trascorrendo un momento difficile: per motivi di salute, o perché magari stanno facendo i conti con un lutto importante, una separazione o una crisi di coppia, potranno vedere amplificato il divario tra il proprio sentire e lo stato d’animo di chi in quel momento si mostra più sereno.

Chi non vive una situazione armoniosa con la propria famiglia di origine, e si trova obbligato/a a frequentarla, potrà avvertire tristezza per la propria condizione e provare frustrazione verso chi (anche apparentemente) non vede l’ora che sia il 25 dicembre per festeggiare con i propri cari. Possono quindi acuirsi sentimenti di solitudine e di malinconia.

La fine dell’anno tipicamente è un periodo di bilanci, che possono portare ad un rimuginare depressivo nel caso di un anno trascorso in maniera non soddisfacente.

Gli obblighi sociali, ovvero gli impegni che precedono le feste vere e proprie: cene aziendali, aperitivi per scambiarsi gli auguri. Chi tende all’ansia e alla timidezza, o chi non ama questo tipo di socialità “imposta”, potrà provare fatica o tensione durante queste interazioni sociali.

La corsa agli acquisti, le vie dello shopping caotiche e negozi gremiti, l’ansia da prestazione per l’acquisto di oggetti adeguati alle aspettative, e le eventuali difficoltà economiche nell’assolvere questi “doveri” di spesa rispetto ai regali e agli acquisti gastronomici. Questi aspetti vengono mal tollerati da chi non supporta lo stile consumistico caratteristico di questo periodo.

Difficoltà nel rapporto con il cibo per chi soffre di un disagio nei confronti dell’alimentazione. La gestione della convivialità, e l’eventuale aumento di peso conseguente possono rovinare l’umore ed intensificare preoccupazioni.

A tutto ciò si aggiunge il clima atmosferico: le giornate brevi, il buio, il calo delle temperature e l’umidità possono influire sull’umore di chi è sensibile a tali fattori.

Per molti l’aspettativa sociale di condivisione genera sofferenza perché enfatizza vissuti personali di solitudine. Ci si confronta con modelli irrealistici di armonia familiare e felicità che non corrispondono alla realtà personalmente vissuta e questo genera disagio e insoddisfazione. Oppure, il paragone può essere interno alla famiglia stessa: ritrovarsi a Natale può essere l’occasione per confrontarsi con parenti che sembrano avere una vita più soddisfacente e vantaggiosa della propria. Per qualcuno, poi, c’è l’impossibilità di congiungersi con i cari che vivono a distanza. È il caso di coloro che vivono in una città diversa da quella del partner o della famiglia d’origine. Il Natale inoltre porta spesso i ricordi di persone care che non ci sono più. In questa ricorrenza si può accentuare il vissuto di perdita, soprattutto per coloro che stanno vivendo un lutto recente oppure di difficile elaborazione. Le tavole addobbate e ricche di pietanze contrastano con il posto lasciato vuoto da chi non c’è più.

Ognuno di noi, in cuor suo, conosce i propri punti deboli e può provare ad “equipaggiarsi” per prevenire i momenti di disagio. Cosa fare, quindi, per fronteggiare il “Christmas Blues”, il malessere natalizio?

L’aspetto più importante è comprendere se si tratta di una sofferenza strettamente legata al Natale e, quindi, passeggera oppure se è qualcosa di più profondo e duraturo.

Nel primo caso, ecco alcuni spunti che potrebbero essere d’aiuto:

Non cercare di aderire a stereotipi socio-culturali a tutti i costi: meglio restare in contatto con sé stessi e con i propri valori più autentici piuttosto che sforzarsi di essere all’altezza di aspettative irrealistiche. Legittimarsi i vissuti emotivi di ansia, solitudine e tristezza è più comune di quanto si pensi. Altresì, può essere utile prendersi dei momenti per ascoltare le proprie emozioni e coglierne il significato personale più profondo.

Prendersi cura di sé: praticare uno sport, meditare, dedicarsi al proprio hobby preferito o semplicemente godersi una passeggiata all’aria aperta nelle ore di luce. Queste attività hanno effetti positivi sul benessere psicofisico. Prendersi cura di sé significa anche essere gentili e compassionevoli con sé stessi.

Coltivare la gratitudine: la gratitudine è la capacità di riconoscere ciò che abbiamo di significativo e piacevole nelle nostre vite. Per familiarizzare con la gratitudine si potrebbe cominciare compilando un diario su cui scrivere, per ogni giorno di dicembre, una cosa per cui si è grati (un complimento, una telefonata con una persona cara, un sorriso spontaneo ricevuto). Una sorta di “Calendario dell’avvento della gratitudine” da regalarsi a Natale.

Dedicare il giorno di Natale allo svolgimento di un’attività significativa come il volontariato, ad esempio, su temi che sente a cuore oppure fare una gita o, ancora, fare un viaggio esplorando posti nuovi.

Nel caso in cui, invece, i sintomi che si vivono in prossimità e durante le festività natalizie dovessero rappresentare l’esacerbazione di difficoltà e sofferenze già presenti, più radicate e durature, allora potrebbe essere utile rivolgersi a un professionista per una consulenza psicologica.

Dott.ssa Ilenia Gregorio
Psicologa Sociale iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Campania N. 9622, Psicopedagogista Clinica, Mediatore Familiare Sistemico, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale (Polo Clinico Centro Studi Kairos sede di Napoli dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia di Roma). Ha conseguito la Laurea cum Laude a ciclo unico in Scienze Psicopedagogiche presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli discutendo la Tesi in Psicologia Dinamica sui Meccanismi di difesa e le dinamiche psichiche del paziente oncologico. Ha conseguito, inoltre, una seconda Laurea Magistrale in Psicologia Sociale, dei Servizi e delle Organizzazioni approfondendo la Psicologia dei Processi Cognitivi nelle malattie croniche e neurodegenerative con una Tesi sui Disturbi Cognitivi, Affettivi e Comportamentali nella malattia di Parkinson presso l’Università di Roma. Impegnata da anni nel campo della ricerca e del sostegno psicologico e psicopedagogico in oncologia e nelle malattie neurodegenerative inizia nel 2006, la collaborazione in qualità di ricercatrice e supporto alla ricerca con l’INT Fondazione Pascale di Napoli nel Dipartimento di Ginecologia Oncologica e di Psiconcologia che la vede impegnata ancora oggi in Progetti di Ricerca, psico-educazione, sostegno psicologico alle famiglie con patologia oncologica, e psicoterapia occupandosi sia di pazienti pediatrici che di pazienti adulti. Esperta in Infant Observation e Play Therapy, Docente e Formatore ha collaborato con la Lega Italiana Lotta ai Tumori (sezione di Napoli), con la Regione Campania e con enti pubblici e privati in Progetti di educazione Socio-Sanitaria, Counseling psicologico e corsi di formazione regionali. Relatrice in diversi Convegni e Seminari riguardanti tematiche Psicologiche e Pedagogiche è specializzata, inoltre, nel sostegno di famiglie multiproblematiche e devianti avendo lavorato con nuclei familiari a rischio e con forte disagio socio- economico e culturale della II e III Municipalità di Napoli. E’stata ospite in diverse trasmissioni televisive e radiofoniche trattando tematiche psicologiche, pedagogiche e di salute e benessere. Ha lavorato in Progetti nel campo delle disabilità ed ha coadiuvato programmi di Psicologia della Nutrizione ed Educazione Alimentare nelle scuole e in centri privati. Pubblicista e autrice e di Articoli per diverse testate mediche on line è stata impegnata nella S.C. di Epidemiologia e Biostatistica dell’Istituto Tumori di Napoli in attività connesse all’ Emergenza SARS CoV-2. Attualmente lavora come Psiconcologa presso la U.O.C. di Radioterapia dell’INT di Napoli “Fondazione G. Pascale” con pazienti pediatrici e pazienti adulti in trattamento radioterapico.

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