Buona forma fisica in giovane età, maggiore acutezza mentale in età adulta

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Uno studio pubblicato sul Journal of Science and Medicine in Sport e svolto dai ricercatori dell’Università di Melbourne in collaborazione con i colleghi dell’Università di Tasmania in Australia ha seguito 1.200 persone per 30 anni rivelando un legame significativo tra forma fisica da giovani e stato cognitivo nella mezza età.

Allo studio, iniziato nel 1985, hanno preso parte soggetti che all’epoca avevano tra 7 e 15 anni, valutati per forma fisica, funzione cardiopolmonare e rapporto vita-fianchi. Più di 30 anni dopo, gli individui che nella prima parte della vita erano più in forma e avevano un rapporto vita-fianchi più basso tendevano a ottenere punteggi migliori nei test cognitivi mirati alla velocità di elaborazione e di attenzione, mentre nessun effetto è stato osservato sulla capacità mnemonica. «Ricerche precedenti hanno collegato la forma fisica degli adulti con una migliore acutezza mentale e un minor rischio di demenza più avanti nella vita, sebbene questo sia il primo studio a collegare la forma fisica infantile alla capacità di pensiero nella mezza età» afferma Michele Callisaya, coautrice dello studio e professore associato del National Center for Healthy Aging presso la Peninsula Health e la Monash University di Melbourne, precisando che il collegamento è rimasto invariato anche dopo normalizzazione per eventuali fattori confondenti come rendimento scolastico, stato sociale ed economico, fumo e consumo di alcol.

«Livelli di fitness elevati aiutano a formare nuovi neuroni, connessioni e vasi sanguigni nel cervello, cosa che potrebbe spiegare l’effetto protettivo da noi osservato. Inoltre, è più probabile che i comportamenti sani si mantengano nel tempo se vengono iniziati in giovane età» ipotizzano i ricercatori, spiegando che i bambini sopra i 6 anni dovrebbero svolgere almeno 60 minuti di attività giornaliera da moderata a vigorosa, come giocare, muoversi e correre. Utile in questo senso anche ridurre il tempo passato davanti allo schermo di smartphone e computer, come suggerisce un altro studio svolto in Danimarca e appena pubblicato su JAMA Pediatrics. Nello studio, i bambini che trascorrevano al massimo 3 ore a settimana davanti allo schermo avevano una media di 45 minuti in più di attività fisica giornaliera rispetto ai coetanei senza limiti di utilizzo di smartphone e computer.

Journal of Science and Medicine in Sport 2022. Doi: 10.1016/j.jsams.2022.05.009
https://doi.org/10.1016/j.jsams.2022.05.009

JAMA Pediatrics 2022. Doi: 10.1001/jamapediatrics.2022.1519
http://doi.org/10.1001/jamapediatrics.2022.1519

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