La terapia sostitutiva del testosterone riduce l’affaticamento negli uomini in andropausa

Un recente studio studio ha cercato di valutare l'influenza della TRT negli uomini con ipogonadismo a esordio tardivo (LOH), per quanto riguarda affaticamento, malattia coronarica (CAD), spessore intima-media carotideo (CIMT) e rischio cardiovascolare.

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La terapia sostitutiva del testosterone (TRT) è una delle principali linee di trattamento per gli uomini con ipogonadismo. Un recente studio studio ha cercato di valutare l’influenza della TRT negli uomini con ipogonadismo a esordio tardivo (LOH), per quanto riguarda affaticamento, malattia coronarica (CAD), spessore intima-media carotideo (CIMT) e rischio cardiovascolare.

Lo studio ha confrontato uomini con LOH già in TRT da > 1 anno con uomini con LOH di nuova diagnosi che hanno iniziato di recente la TRT (controlli). Sono stati inclusi uomini di età >18 anni con manifestazioni cliniche di carenza di testosterone e livelli di testosterone <300 ng/dL documentati in due occasioni separate.

Risultati: un totale di 33 pazienti sono stati inclusi nel gruppo di studio e 30 nel gruppo di controllo. L’età media era di 49,1 anni (±11,5) in quelli già sotto TRT per >1 anno e 45 (±12,2) anni nel gruppo di controllo ( p =0,18). CAD era presente in 14 (46,7%) pazienti nel gruppo di controllo e in 3 (9,1%) nel gruppo di studio ( p <0,001). TRT >1 anno non era associato a tassi più bassi di CAD nell’analisi multivariata. Il punteggio di gravità della fatica era significativamente più alto nel gruppo di controllo (39,2±15,0), rispetto a TRT >1 anno (23,5±8,1; p <0,001). In un’analisi multivariata aggiustata per età e ipertensione, TRT >1 anno è stato associato a una diminuzione di 14,8 punti del punteggio di gravità della fatica ( p<0,001). Nel complesso, non ci sono state differenze tra il gruppo di studio e il gruppo di controllo per quanto riguarda il rischio cardiovascolare ( p = 0,31).

Conclusione: la TRT eseguita per un periodo maggiore di un anno è stata associata a punteggi di affaticamento significativamente più bassi. Non sono state osservate differenze per quanto riguarda CIMT, CAD e rischio cardiovascolare secondo la scala WHO-ISH.

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Prof. Andrea Militello, Urologo/Andrologo
Laurea in “Medicina e Chirurgia" conseguita nel luglio 1991 con votazione di 110/110 e lode presso l’Universita’ degli Studi di Roma “La Sapienza”, discutendo la tesi sperimentale: ”Chemioterapia endocavitaria con epidoxorubicina e interferone per via sistemica nella profilassi dei tumori superficiali della vescica”. Nel novembre 1996 ha conseguito la specializzazione in Urologia con votazione di 70/70 e lode presso il Dipartimento di Urologia “U. Bracci” del Policlinico “Umberto I” di Roma discutendo la tesi sperimentale: ”L’ecografia trans rettale, il PSA ed il PSAD. Tre metodiche a confronto nella diagnostica del carcinoma della prostata”. Nel 2014 conseguimento di Master di II livello in Andrologia ,implantologia e chirurgia protesica. Nel 2016 conseguimento Master di secondo livello in Seminologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana. Dal 2018 revisore delle riviste scientifiche Central European Journal of Urology , Hormone and Metabolic Research Journal. Dal 2018 libero docente presso l’Università Federiciana di Cosenza. Nel 2014 vincitore del Doctoralia Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia , nel 2018 Vincitore del Mio Dottore Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia.

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