Ischemia da stress mentale, un rischio per i malati di cuore

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Nelle persone affette da malattia coronarica, l’ischemia del miocardio provocata da stress mentale si associa a un maggior rischio di infarto e morte cardiovascolare. A dirlo è uno studio pubblicato su Jama, un’analisi aggregata di due studi di coorte prospettici condotti in Georgia che avevano coinvolto, tra giugno 2011 e marzo 2016, pazienti con malattia coronarica poi seguiti per un tempo mediano di 5 anni. In particolare, sono stati incluse un totale di 918 persone di età media di 60 anni.

Nello studio l’esposizione è stata rappresentata dalla provocazione di ischemia del miocardio con uno stress test mentale standardizzato, e cioè il parlare in pubblico, e con uno stress test convenzionale, farmacologico o mediante l’esercizio. Gli autori hanno scelto come esito primario un composito di morte cardiovascolare o infarto del miocardio non fatale (primo o ricorrente), e come endpoint secondario i ricoveri in ospedale per scompenso cardiaco. Dai risultati delle analisi è emerso che il 16% dei partecipanti aveva ischemia da stress mentale, il 31% ischemia da stress convenzionale, mentre nel 10% si sono notati entrambi i tipi di ischemia. I ricercatori hanno scoperto che chi soffriva di ischemia da stress mentale aveva un rischio più alto di 2,5 volte di infarto o decesso e di 2 volte di ricovero per scompenso cardiaco. L’event rate aggregato dell’endpoint primario è stato di 6,9 per 100 anni-paziente tra i pazienti con ischemia da stress mentale e 2,6 per 100 anni-paziente tra i pazienti senza. Si è osservato un hazard ratio aggiustato di 2,5 per i pazienti con tale ischemia rispetto a quelli senza. Rispetto ai pazienti senza ischemia, quelli con ischemia da stress mentale e quelli con ischemia da stress mentale e ischemia da stress convenzionale avevano un rischio maggiore. Tale aumento di rischio non è stato osservato nei pazienti con la sola ischemia da stress convenzionale. Inoltre, rispetto a quest’ultimi, i pazienti con ischemia da stress mentale e ischemia da stress convenzionale avevano un rischio più alto. L’event rate dell’end point secondario è stato di 12,6 per 100 anni-paziente per i pazienti con ischemia da stress mentale e 5,6 per 100 anni-paziente per i pazienti senza, con un hazard ratio aggiustato pari a 2,0. Per gli autori sono necessarie ulteriori ricerche per capire se i test per l’ischemia da stress mentale abbiano un valore clinico.

JAMA 2021. Doi: 10.1001/jama.2021.17649.
https://doi.org/10.1001/jama.2021.17649

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