Covid-19, Fiaso: il 74% dei ricoverati in intensiva non è vaccinato. I risultati del monitoraggio

Il 74% dei ricoverati in terapia intensiva non ha ricevuto alcuna dose di vaccino o non ha completato il ciclo. Solo il 26% dei pazienti positivi in intensiva ha completato il ciclo vaccinale. Emerge dal secondo monitoraggio degli ospedali sentinella Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie ospedaliere) con la rilevazione del 16 novembre.

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Dallo studio emerge che il 70% dei casi di pazienti vaccinati e ricoverati presenta gravi comorbidità. Cambia, inoltre, l’età media tra vaccinati e non vaccinati ricoverati in Terapia intensiva: l’età media dei vaccinati è di 70 anni, mentre quella dei non vaccinati è di 61 anni. Fiaso ha indagato l’identikit di chi, nonostante il vaccino, è finito in rianimazione: si tratta per il 70% dei casi di pazienti con gravi comorbidità, affetti da cardiopatia, obesità grave, diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva, neoplasia, o pazienti dializzati, trapiantati o immunosoppressi, sui quali può essersi verificato un fallimento vaccinale causato proprio dalle patologie. Di contro, la percentuale di pazienti non vaccinati e con comorbidità ricoverati in rianimazione si abbassa al 57%. “L’analisi condotta grazie ai dati dei 16 ospedali sentinella aderenti alla Fiaso conferma l’efficacia della vaccinazione nella protezione dalle forme gravi della malattia: la stragrande maggioranza dei ricoverati in terapia intensiva è composta da non vaccinati, in buono stato di salute e più giovani rispetto ai vaccinati”, spiega il presidente della Federazione Giovanni Migliore. “Grazie al focus sulle condizioni cliniche, inoltre, è possibile rilevare come i pochi vaccinati che purtroppo arrivano in rianimazione hanno in media un’età più alta, pari a 70 anni, e sono per oltre due terzi affetti da gravi patologie che potrebbero aver determinato una non adeguata o minore risposta immunitaria al vaccino”.
Maurizio Di Mauro, direttore generale dell’azienda dei Colli Monaldi-Cotugno di Napoli che ha aderito alla rete degli ospedali sentinella Fiaso aggiunge: “Il dato dell’ospedale Cotugno, punto di riferimento regionale della Campania per i ricoveri Covid, evidenza come quasi tutti i pazienti ospedalizzati siano non vaccinati e i pochi vaccinati presentino comunque una sintomatologia meno aggressiva. Nella nostra Terapia intensiva il 100% dei pazienti risulta non vaccinato. A confronto con le precedenti ondate, l’ospedalizzazione è inferiore rispetto al tasso di positività: è la dimostrazione che i vaccini funzionano, ma occorre non abbassare la guardia per evitare il contagio, dato che continuano a circolare troppi soggetti non vaccinati. Bisogna continuare ad adottare precauzioni come l’utilizzo della mascherina ed evitare assembramenti e luoghi affollati”.

“Gli studi recenti ormai dimostrano il calo dell’efficacia della vaccinazione a distanza di oltre sei mesi – conclude Migliore – per questo è necessario accelerare sulla somministrazione della terza dose. Quanto agli operatori sanitari, più esposti al rischio di infezione e a costante contatto con pazienti fragili, sia reso obbligatorio il richiamo vaccinale con la dose booster per salvaguardare il funzionamento del servizio sanitario nazionale”.

Fonte Doctor 33

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