Integratori di chetoni, un aiuto per le persone con obesità. Ecco come

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Gli integratori di chetoni potrebbero rappresentare una nuova strategia terapeutica per proteggere e migliorare la salute cerebrale delle persone obese, le quali come è noto sono ad alto rischio di deterioramento cognitivo e malattie neurodegenerative. È quanto emerge da un recente ricerca pubblicata su The Journal of Physiology.

Lo studio, a cui hanno preso parte 14 adulti con obesità, dimostra in particolare come l’integrazione del corpo chetonico beta-idrossibutirrato (beta-OHB), assunto 3 volte al giorno per un periodo di 14 giorni, abbia migliorato gli elementi della cognizione e aumentato il flusso cerebrovascolare. Con questo studio vengono così ampliate le scoperte in merito ai possibili vantaggi degli integratori di chetoni. Era infatti già stato dimostrato che tali integratori fossero benefici per gli adulti con disturbo cognitivo lieve (MCI) e demenza. Nel nuovo studio, i partecipanti sono stati randomizzati all’assunzione di beta-OHB (12 g) o un placebo per 14 giorni 15 minuti prima di colazione, pranzo e cena. Al termine delle 2 settimane gli individui di ciascun gruppo sono stati assegnati all’altro tipo di trattamento per un secondo periodo di 14 giorni. Ai partecipanti sono stati inoltre forniti tutti i pasti e gli snack. Gli autori hanno quindi misurato la funzione cognitiva grazie a test validati e il flusso cerebrale e la conduttanza cerebrovascolare mediante ecografia duplex. Sono stati inoltre raccolti campioni di sangue per altri tipi di analisi. In seguito ai 14 giorni di integrazione, sono stati notati miglioramenti significativi in alcuni esiti cerebrovascolari oltre a un aumento del flusso cerebrovascolare, della conduttanza e dello shear rate nelle arterie extracraniali.
«I nostri dati preliminari indicano, successivamente all’integrazione di beta-OHB, una relazione positiva significativa tra l’elevato flusso cerebrovascolare e una migliore cognizione» riassumono gli autori. Dai risultati ottenuti, gli autori possono concludere come l’integrazione di beta-OHB sia stata ben tollerata e sembri sicura per la salute cerebrovascolare. Questo suggerisce la possibilità di benefici terapeutici nelle popolazioni a rischio di deterioramento cognitivo.

The Journal of Physiology. Doi: 10.1113/JP281988.
https://doi.org/10.1113/JP281988

 

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