Più cereali integrali nella dieta per abbassare il rischio cardiovascolare

tagmedicina,cereali

Una maggiore assunzione di cereali integrali si associa a un ridotto rischio di mortalità per tutte le cause e di malattie cardiovascolari, secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal svolto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra coordinati da Dagfinn Aune della School of Public Health all’Imperial. «Questi risultati confermano le raccomandazioni dietetiche volte ad aumentare l’assunzione di cibi integrali nella popolazione generale allo scopo di ridurre il rischio di malattie croniche e la mortalità prematura» esordisce il ricercatore, sottolineando che il vantaggio maggiore in termini di mortalità e rischio cardiovascolare si osserva tra coloro che passano da nessuna assunzione a due porzioni al giorno di cerali integrali, pari a 60 grammi di pane integrale. Un’ulteriore riduzione delle probabilità di morte e di eventi cardiovascolari è stata osservata dagli autori tra chi consuma quantitativi giornalieri di prodotti integrali pari a 225 grammi.

«Per cereale si intende ogni tipo di chicco della spiga o prodotti derivati come mais, frumento, riso, pane e pasta» spiega Aune, ricordando che negli ultimi 15 anni molti studi hanno dimostrato significativi benefici sullo stato di salute derivati dall’assunzione di cereali integrali, cui appartengono i chicchi della spiga privati della pula, dove tutte le parti, ossia germe, endosperma e crusca, vengono utilizzati. «I cereali integrali, che comprendono avena e grano, sono tra i principali alimenti di base nel mondo e forniscono in media il 56% dell’apporto calorico e il 50% di proteine» scrivono gli autori, aggiungendo che nell’ultimo mezzo secolo il consumo dei cereali integrali nei paesi occidentali si è progressivamente ridotto a causa della raffinazione delle farine che ha impoverito gli alimenti di fibre, il costituente più conosciuto dei cereali integrali, ma anche di altri importanti elementi nutritivi.

«Chi consuma cereali integrali non solo ha minori probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, ma anche un maggiore controllo del peso, un rischio minore di diabete e una distribuzione migliore del grasso corporeo» riprende Aune, puntualizzando tuttavia che le indicazioni sulla dose giornaliera e sul tipo di alimento integrale necessari per ridurre il rischio di mortalità e malattie croniche sono ancora poco chiare o in disaccordo tra loro. Per approfondire l’argomento i ricercatori hanno effettuato una revisione sistematica e una metanalisi di 45 studi sul consumo di cereali integrali in relazione allo stato di salute e alla mortalità per tutte le cause. «Tra i settecentomila partecipanti si contavano oltre 7. 000 casi di malattia coronarica, 2. 000 di ictus, 26. 000 di malattie cardiovascolari, centomila decessi e 34. 000 morti per cancro» elencano gli autori, che a conti fatti hanno scoperto una riduzione del rischio relativo di malattia coronarica e patologie cardiovascolari del 19% e del 22%, nonché di mortalità per tutte le cause, ictus, cancro, malattie respiratorie, malattie infettive e diabete rispettivamente del 17%, 14%, 15%, 22%, 26% e 51% a fronte di un consumo di 90 grammi di cereali integrali, pari a tre porzioni giornaliere.

Fonte: Doctor33

 

CONDIVIDI

CONTATTA L'AUTORE DELL'ARTICOLO:

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome