Trenbolone: effetti collaterali e neurodegenerazione

In un recente studio, il 17β-trenbolone è stato somministrato a ratti adulti e in gravidanza e nei neuroni primari dell'ippocampo.

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Il 17β-trenbolone è un tipo di ormone ambientale utilizzato come promotore della crescita per il bestiame negli Stati Uniti nonché uno steroide androgeno anabolizzante. Il 17β-trenbolone è stabile nell’ambiente dopo essere stato escreto, con rischio quindi di inquinamento ambientale

Inoltre, una grande porzione di atleti utilizza 17β-trenbolone in grandi dosi e per un tempo molto lungo per aumentare le prestazioni.

In un recente studio, il 17β-trenbolone è stato somministrato a ratti adulti e in gravidanza e nei neuroni primari dell’ippocampo.

Sono stati valutati la distribuzione di sei suoi effetti sui livelli sierici dell’ormone e l’accumulo di Aβ42 in vivo ed i suoi effetti sui parametri correlati all’AD in vitro.

17β-trenbolone accumulato nel cervello di ratto adulto, specialmente nell’ippocampo e nel cervello del feto ha alterato l’accumulo di Aβ42.

Il 17β-trenbolone ha indotto l’apoptosi dei neuroni ippocampali primari in vitro e ha resistito alla funzione neuroprotettiva del testosterone.

L’espressione della proteina presenilina-1 è stata down-regolata mentre la produzione del peptide β-amiloide 42 (Aβ42) e le attività della caspasi-3 sono state aumentate.

Entrambi i recettori degli androgeni e degli estrogeni hanno mediato i processi.

Il 17β-trenbolone ha svolto un ruolo fondamentale nella neurodegenerazione.

Gli atleti che utilizzano grandi dosi di trenbolone e le persone comuni che sono esposte al 17β-trenbolone in vari modi sono tutti influenzati cronicamente e continuamente.

 

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Dott. Andrea Militello, Urologo/Andrologo
Laurea in “Medicina e Chirurgia" conseguita nel luglio 1991 con votazione di 110/110 e lode presso l’Universita’ degli Studi di Roma “La Sapienza”, discutendo la tesi sperimentale: ”Chemioterapia endocavitaria con epidoxorubicina e interferone per via sistemica nella profilassi dei tumori superficiali della vescica”. Nel novembre 1996 ha conseguito la specializzazione in Urologia con votazione di 70/70 e lode presso il Dipartimento di Urologia “U. Bracci” del Policlinico “Umberto I” di Roma discutendo la tesi sperimentale: ”L’ecografia trans rettale, il PSA ed il PSAD. Tre metodiche a confronto nella diagnostica del carcinoma della prostata”. Nel 2014 conseguimento di Master di II livello in Andrologia ,implantologia e chirurgia protesica. Nel 2016 conseguimento Master di secondo livello in Seminologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana. Dal 2018 revisore delle riviste scientifiche Central European Journal of Urology , Hormone and Metabolic Research Journal. Dal 2018 libero docente presso l’Università Federiciana di Cosenza. Nel 2014 vincitore del Doctoralia Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia , nel 2018 Vincitore del Mio Dottore Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia.

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