Progressi nella ricerca sulle cellule staminali per il trattamento dell’ipogonadismo primario

Il trattamento più utilizzato per l'ipogonadismo primario è la terapia sostitutiva con testosterone (TRT).

tagmedicina,primario

Nella disfunzione delle cellule di Leydig, le cellule rispondono debolmente alla stimolazione dell’ormone luteinizzante ipofisario e, quindi, producono meno testosterone, portando all’ipogonadismo primario.

Il trattamento più utilizzato per l’ipogonadismo primario è la terapia sostitutiva con testosterone (TRT).

Tuttavia, la TRT causa infertilità ed è stata associata ad altri effetti avversi, come l’eritrocitosi e la ginecomastia, il peggioramento dell’apnea ostruttiva del sonno e l’aumento della morbilità cardiovascolare.

La terapia a base di cellule staminali che ristabilisce i lignaggi cellulari che producono testosterone nel corpo è, quindi, diventata una prospettiva promettente per il trattamento dell’ipogonadismo primario.

Negli ultimi due decenni, sono stati compiuti progressi sostanziali nell’identificazione delle fonti di cellule di Leydig da utilizzare nella chirurgia dei trapianti, compresa l’induzione artificiale di cellule simili a Leydig da diversi tipi di cellule staminali, ad esempio cellule staminali di Leydig, cellule staminali mesenchimali e cellule staminali pluripotenti (PSC).

Le cellule simili a Leydig derivate da PSC hanno già fornito un potente modello in vitro per studiare i meccanismi molecolari alla base della differenziazione delle cellule di Leydig e potrebbero essere utilizzate per trattare gli uomini con ipogonadismo primario in un approccio più specifico e personalizzato.

 

CONDIVIDI
Dott. Andrea Militello, Urologo/Andrologo
Laurea in “Medicina e Chirurgia" conseguita nel luglio 1991 con votazione di 110/110 e lode presso l’Universita’ degli Studi di Roma “La Sapienza”, discutendo la tesi sperimentale: ”Chemioterapia endocavitaria con epidoxorubicina e interferone per via sistemica nella profilassi dei tumori superficiali della vescica”. Nel novembre 1996 ha conseguito la specializzazione in Urologia con votazione di 70/70 e lode presso il Dipartimento di Urologia “U. Bracci” del Policlinico “Umberto I” di Roma discutendo la tesi sperimentale: ”L’ecografia trans rettale, il PSA ed il PSAD. Tre metodiche a confronto nella diagnostica del carcinoma della prostata”. Nel 2014 conseguimento di Master di II livello in Andrologia ,implantologia e chirurgia protesica. Nel 2016 conseguimento Master di secondo livello in Seminologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana. Dal 2018 revisore delle riviste scientifiche Central European Journal of Urology , Hormone and Metabolic Research Journal. Dal 2018 libero docente presso l’Università Federiciana di Cosenza. Nel 2014 vincitore del Doctoralia Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia , nel 2018 Vincitore del Mio Dottore Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia.

CONTATTA L'AUTORE DELL'ARTICOLO:

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome