MALATTIE RARE: VULVODINIA

Per anni non è stata riconosciuta come malattia vera e propria a livello medico-scientifico, perché basata unicamente sul dolore e non accompagnata da altri sintomi “visibili”, come tagli, lesioni o infiammazioni.

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La vulvodinia è una malattia che colpisce la parte esterna della vagina (la vulva) ed è caratterizzata da un dolore talmente forte da rendere impossibile compiere anche le azioni più semplici, come sedersi o accavallare le gambe. Per anni non è stata riconosciuta come malattia vera e propria a livello medico-scientifico, perché basata unicamente sul dolore e non accompagnata da altri sintomi “visibili”, come tagli, lesioni o infiammazioni.

SINTOMATOLOGIA

Per accertarsi di soffrire di vulvodinia, bisogna recarsi dal proprio ginecologo di fiducia, il quale raccoglierà informazioni sullo stile di vita, sulla personalità e sulla vita relazionale e sessuale e poi farà una visita accurata della vulva (prima a occhio nudo, poi con uno strumento da inserire in vagina chiamato “speculum”) per escludere la presenza di una malattia che possa giustificare il dolore, quale una dermatosi o un’ulcera. Poi il medico effettuerà un esame che consiste nel valutare la presenza e la distribuzione del dolore che la paziente avverte alla semplice pressione con un bastoncino cotonato (cosiddetto “ test pressorio”). L’intensità del dolore viene misurata su una scala da 0 a 10.

TRATTAMENTO

La terapia non è unica per tutte le donne, e prevede diversi approcci.
Innanzitutto bisogna far emergere eventuali disagi psicologici ed emotivi alla base del disturbo e cercare di risolverli, magari con l’aiuto di uno psicologo. Ci sono poi alcuni comportamenti quotidiani che, che se osservati con attenzione, possono favorire un miglioramento della situazione, per esempio:

  • la scelta di determinati abiti

  • la scelta di alcune attività sportive

  • abitudini igieniche

  • abitudini sessuali

Il medico può ritenere opportuno somministrare farmaci antidepressivi e anticonvulsivanti. Può essere utile anche una sorta di allenamento fisico per modificare una postura errata, l’utilizzo di trattamenti decontratturanti, di elettrostimolazione antalgica (TENS), e di agopuntura. La possibilità di un intervento chirurgico viene presa in considerazione solo in casi estremi. Altre tecniche quali training autogeno, tecniche di meditazione, yoga e ipnosi possono contribuire a migliorare lo stato di malessere e isolamento di chi soffre di questo problema.

(Fonte farmitalia.net)

 

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Vittorio Pietracci
56 anni, marchigiano di Fermo vive in Romagna dal settembre del 2000. Giornalista professionista dal 1991, ha lavorato in quotidiani di diverse regioni (Marche, Umbria, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna) fino alla qualifica di caporedattore centrale. Tra le sue esperienze anche l'assunzione, quale esperto per l'informazione, presso l'ufficio di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale delle Marche dott. Alighiero Nuciari nei primi anni 90 e quelle radiofoniche presso alcune emittenti private sempre delle Marche.

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