Covid-19 e inquinamento: le mascherine facciali possono rilasciare sostanze inquinanti

«Prima della pandemia, stavamo cercando di ridurre l'uso di cannucce di plastica, riducendo gli imballaggi, ma ora stiamo osservando che centinaia e migliaia di queste maschere devono essere smaltite»

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Le mascherine facciali monouso potrebbero rilasciare inquinanti chimici e nano-plastiche nell’ambiente, e anche essere pericolose per le persone, secondo quanto riferisce un team di ricercatori della Swansea University in uno studio pubblicato su Water Research. «Prima della pandemia, stavamo cercando di ridurre l’uso di cannucce di plastica, riducendo gli imballaggi, ma ora stiamo osservando che centinaia e migliaia di queste maschere devono essere smaltite» spiega Sarper Sarp, del College of Engineering dell’Università, che ha diretto il gruppo di lavoro. «Dobbiamo stabilire le nostre priorità – prima di tutto dobbiamo superare la pandemia e proteggere la salute pubblica. Poi, dobbiamo prendere provvedimenti per proteggere l’ambiente» prosegue.

I ricercatori hanno iniziato a studiare nel novembre del 2020 l’impatto dei rifiuti di plastica dovuti al Covid-19 sul nostro ambiente, ma mentre testavano le mascherine, hanno scoperto che queste rilasciavano metalli pesanti e fibre di plastica quando venivano immerse nell’acqua. Gli inquinanti erano spesso legati ai coloranti utilizzati nella produzione dei dispositivi, per lo più realizzati in Asia meridionale, e in Cina in particolare. Approfondendo le indagini, gli esperti hanno identificato tracce di piombo (6,79 µg/L), antimonio (fino a 393 µg/L), cadmio (fino a 1,92 µg/L) e rame (fino a 4,17 µg/L). I metalli pesanti rilevati sono anche bio-accumulativi, ovvero non vengono rimossi dai sistemi acquatici e si accumulano nel tempo. «Potrebbe non essere un grosso problema ora, ma l’accumulo è un problema che dovremo affrontare in futuro. I vantaggi di indossare le mascherine sono enormi, quindi dobbiamo continuare a farlo, ma dobbiamo guardare alle diverse normative e alla standardizzazione delle mascherine, oltre che alla qualità dei materiali che utilizziamo. Dobbiamo controllare come sono prodotte, come possiamo testarle e come standardizzarne la qualità» afferma Sarp. Con tutte queste informazioni, secondo i ricercatori, sarebbe possibile dare migliori informazioni al pubblico sulle mascherine e garantire che siano più sicure per gli individui e l’ambiente. Bisognerà quindi provvedere a una migliore regolamentazione e ad aumentare la ricerca in questo ambito.

Water Research 2021. Doi: 10.1016/j.watres.2021.117033-
http://doi.org/10.1016/j.watres.2021.117033

 

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