Ozonoterapia come cura efficace contro la fragilità cognitiva: uno studio del SIOOT

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Curare la fragilità cognitiva con l’ozonoterapia è possibile. Un team italiano di ricercatori ha osservato, infatti, che l’uso dell’ossigeno-ozono apporta numerosi benefici a livello cognitivo per tutti quei pazienti che, a causa dell’avanzare dell’età, vengono colpiti da deterioramento delle capacità intellettive.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Mechanisms of Ageing and Development edita da Elsevier, con il titolo “Molecular mechanisms in cognitive frailty: potential therapeutic targets for oxygen-ozone treatment”. Il team di ricerca è composto interamente da medici e ricercatori italiani: Antonio Carlo Galoforo, docente del Master in Ozonoterapia dell’Università di Pavia, Catia Scassellati dell’Unità di Psichiatria Biologica dell’IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, Miriam Ciani, Roberta Zanardini, Cristian Bonvicini e Cristina Geroldi, del Laboratorio di marcatori molecolari, Unità Alzheimer dell’IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli.

Il nostro lavoro – spiega Antonio Carlo Galoforo, membro del direttivo SIOOT – rappresenta un’innovazione assoluta perché si tratta del primo studio finanziato e supportato dal Ministero della Salute, che nel 2016 ha accettato i dati preliminari forniti da SIOOT e ha approvato un progetto finalizzato a testare l’efficacia dell’ossigeno ozono terapia nella cura della fragilità cognitiva. Il Fatebenefratelli, istituto di fama internazionale per quanto riguarda la ricerca sull’Alzheimer e sulle malattie neurodegenerative, si è rivelato il luogo ideale nel quale condurre lo studio”.

La fragilità cognitiva, da cui è affetto un numero sempre crescente di anziani, è un campanello di allarme per il possibile sviluppo di forme di demenza e di malattie neurodegenerative, per questo occorre intervenire tempestivamente. Ad oggi, tutti i trattamenti disponibili presentano problemi relativi al costo elevato e all’efficacia non sempre garantita.

Gli autori dello studio propongono una cura non farmacologica, a basso costo e soprattutto senza effetti collaterali: l’ossigeno-ozono terapia SIOOT. Quest’ultima rappresenta un’alternativa valida e non invasiva che, in maniera economica ed efficiente, potrebbe modulare i processi immunitari, infiammatori, ossidanti, metabolici, endocrini, microbiotici e rigenerativi compromessi nella fragilità cognitiva.

Questa ricerca apre un percorso innovativo per le applicazioni dell’ozonoterapia – spiega il medico – Per la prima volta l’ossigeno-ozono è messo in relazione con il microbiota intestinale, che ha un rapporto diretto nel processo di degenerazione delle facoltà cognitive. Lo studio muove dalla constatazione che l’Italia è un paese pieno di anziani, si fanno sempre meno figli mentre la popolazione invecchia. Il nostro obiettivo, come medici ricercatori, è quello di assicurare la qualità delle vita agli anziani, affetti da una serie di patologie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative. Se la centralina funziona bene, anche tutto il resto funzionerà, perciò è importante agire con la terapia di ossigeno-ozono in una fase precoce di declino cognitivo, quando è ancora possibile intervenire prima che sviluppi una potenziale patologia neurodegenerativa”.

I benefici dell’ozono si riscontrano soprattutto in relazione all’attivazione del sistema immunitario, a una migliore risposta dell’organismo alle infezioni, alla sovraregolazione dell’attività enzimatica antiossidante cellulare, al miglioramento del rilascio dei fattori di crescita piastrinici e della circolazione sanguigna, con una conseguente maggiore ossigenazione dei tessuti e a un incremento dei processi metabolici.

Gli autori dello studio individuano nell’ossigeno-ozono terapia una valida metodica per il trattamento della fragilità cognitiva, “per la sua nota e ampiamente dimostrata capacità di cura in un ampio spettro di malattie: cardiovascolari, metaboliche, respiratorie, neurodegenerative e digestive”.

La strada da fare è ancora lunga ma “gli ottimi risultati ottenuti da questo studio possono portare ad altre ricerche sul tema delle malattie neurodegenerative – conclude Galoforo – Le potenzialità dell’ossigeno-ozono sono ampie ed è necessario avvalersene sia come terapia che come strumento di prevenzione per migliorare la qualità della vita dei pazienti”.

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Vittorio Pietracci
56 anni, marchigiano di Fermo vive in Romagna dal settembre del 2000. Giornalista professionista dal 1991, ha lavorato in quotidiani di diverse regioni (Marche, Umbria, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna) fino alla qualifica di caporedattore centrale. Tra le sue esperienze anche l'assunzione, quale esperto per l'informazione, presso l'ufficio di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale delle Marche dott. Alighiero Nuciari nei primi anni 90 e quelle radiofoniche presso alcune emittenti private sempre delle Marche.

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