Alimenti vegetali al posto della carne rossa. Un beneficio per la salute

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Sembra che sostituire la carne rossa nella propria alimentazione con cibi vegetali quali legumi, frutta secca o soia riduca il rischio di coronaropatia (Chd). Ma anche consumare cereali integrali o derivati del latte al posto della carne rossa totale, o le uova al posto della carne rossa processata pare si associ a un minor rischio. «Questi risultati sono coerenti con gli effetti di questi alimenti sui livelli di colesterolo legato a lipoproteine a bassa densità (Ldl) e supportano un beneficio per la salute di limitare il consumo di carne rossa e la sostituzione con fonti di proteine vegetali» scrivono gli autori di uno studio pubblicato su Bmj, che fanno inoltre notare gli importanti benefici ambientali di questo regime alimentare con meno carne. Sebbene il consumo di carne rossa sia spesso associato all’aumento del rischio di mortalità e di malattie croniche maggiori, i risultati delle ricerche sono spesso contrastanti, talvolta a causa di differenze nelle fonti di energia e proteine confrontate alla carne.

Laila Al-Shaar, della Harvard TH Chan School of Public Health di Boston, e colleghi hanno quindi voluto studiare rischio di Chd e stimare gli effetti della sostituzione della carne rossa con altre fonti di proteine. Così, 43.000 uomini statunitensi con età media di 53 anni e senza malattie cardiovascolari o cancro al basale hanno compilato, ogni anno per 4 anni a partire dal 1986, un questionario sul proprio stile di vita e la propria storia medica. I ricercatori hanno poi utilizzato le cartelle mediche per tracciare gli eventi di Chd fatale o non fatale per i successivi 30 anni. Dopo aver considerato alcuni fattori di rischio di malattia cardiovascolare, il consumo di carne rossa è stato associato a un rischio moderatamente più alto di Chd (totale 12%, non processata 11% e processata 15%), mentre il consumo di una porzione al giorno di fonti combinate di proteine vegetali (legumi, noci e soia) è stato associato a un rischio minore rispetto alla carne rossa totale (14%), processata (13%) e non processata (17%).

L’associazione era più forte tra le persone con più di 65 anni. Inoltre, è stata osservata un’associazione anche sostituendo la carne rossa totale con cereali integrali o con derivati del latte, e la carne processata con le uova, soprattutto nei più giovani. Un risultato non ritrovato sostituendo la carne rossa con il pesce, probabilmente a causa dei metodi di cottura. Da notare che lo studio è osservazionale, che non si può escludere l’influenza di fattori non misurati e che i partecipanti erano soprattutto operatori sanitari bianchi.

BMJ 2020. Doi: 10.1136/bmj.m4141
https://doi.org/10.1136/bmj.m4141

 

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