Ortaggi e verdura pronta. Per chi lavora è un aiuto valido, ma stiamo attenti nella scelta di questi prodotti

Per renderli adatti al consumo immediato, commercializzati poi a caro prezzo in buste o vaschette, la verdura è raccolta e sottoposta a una prerefigerazione (con acqua o aria fredda)

tagmedicina,verdura

Oggi sempre più donne che lavorano, e con meno tempo da dedicare ai fornelli, risolvono il problema adottando nella loro quotidianità gli ortaggi freschi lavati, tagliati e, a volte, precotti.

Per renderli adatti al consumo immediato, commercializzati poi a caro prezzo in buste o vaschette, la verdura è raccolta e sottoposta a una prerefigerazione (con acqua o aria fredda), poi viene lavata e risciacquata con acqua clorata. Le parti danneggiate sono eliminate: l’insalata è mondata, mentre patate e carote sono sbucciate e tagliate prima di essere nuovamente risciacquate.

Il lavaggio è un passaggio fondamentale: serve per ridurre la carica microbica ed eliminare i residui di lavorazione. Il prodotto poi è sgocciolato e asciugato con cura: un’asciugatura troppo spinta danneggia il vegetale e ne riduce la qualità; residui di acqua, invece, consentono la moltiplicazione di microrganismi.

Le verdure precotte sono pastorizzate ad alte temperature per garantire buone condizioni igieniche. Tutti i prodotti sono confezionati in buste sigillate o in vaschette di plastica e devono essere conservati tra 0 e 4°C senza interrompere la catena del freddo per evitare che all’interno delle confezioni si possano sviluppare microbi.

Punti fondamentali

  • I prodotti sono molto deperibili, pertanto devono essere conservati in frigorifero

  • Al momento dell’acquisto controllare che siano in banchi refrigerati ed evitare sacchetti gonfi o con gocce di condensa all’interno

  • La conservazione è garantita per 2 o 3 giorni, una volta aperta la confezione, consumare il contenuto in giornata

  • I precotti vanno sempre riscaldati oppure lavare di nuovo l’insalata per abbattere la carica microbica

 

CONDIVIDI
Dott.ssa Di Martino Silvana
Silvana Di Martino e ‘ nata a Napoli il 6 luglio del 1970 ed ha conseguito la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università Federico II di Napoli. Dottore di ricerca in patologia clinica, inizia il suo percorso nel 1997 presso Cirio ricerche “produzione di latte delattosato per soggetti intolleranti al lattosio “ per il C.N.R di Napoli. Dal 2003 presso l’Istituto Tumori Pascale di Napoli ed in collaborazione con Crom e CNR di Avellino fa ricerca per il melanoma e per indagini epidemiologiche sulla nutrizione . Dal 2006 esercita la professione di libero professionista nel settore della nutrizione presso il centro Nutrizione&Benessere sito in Casoria alla Via Leonardo Da Vinci 32 , dove da direttore di estetica esercita un programma di completamento estetico a quello nutrizionale e di ricerca. Collabora attivamente per l’esame dello Stress Ossidativo con la Federico II di Napoli “Monte Sant’Angelo”, anche nello svolgere convegni e seminari tecnici .

CONTATTA L'AUTORE DELL'ARTICOLO:

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome